Coronavirus. Il sindaco di Lamezia Terme diffida i call center: "Sospendete le attività"

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Un call center
  12 marzo 2020 19:00

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La battaglia contro il Coronavirus passa anche dalle battaglie legali. Il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, diffida i call center.

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"Come è ben noto, a seguito dell'emergenza epidemiologica da COVID - 19, si è resa necessaria l'applicazione di misure particolarmente restrittive onde ridurre al massimo la possibilità di incontro, e quindi di potenziale contagio, tra le persone; al riguardo, e da ultimo con il recentissimo DPCM 11103/20, e stato inibito lo svolgimento di svariate attività.
Giungono, però, continue segnalazioni che presso le aziende che esercitano attività di "call center" nel territorio del Comune di Lamezia Terme sussistono ancora condizioni di assembramento che appaiono essere in contrasto con le norme contenute nei DPCM che si sono via via succeduti con impossibilità, quindi, di svolgere le proprie prestazioni lavorative in condizioni di doverosa tranquillità e sicurezza.

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Ciò ovviamente non può essere consentito non potendo ledersi né il doveroso diritto dei lavoratori di operare con tranquillità e serenità né la necessità di tutela dell'intera Comunità che richiede che, come da disposizioni normative, non vi siano assembramenti", scrive Mascaro.

Che continua col dire che  "ln tale situazione, si diffida alla immediata sospensione delle attività di "call center" svolte nel territorio di Lamezia Terme e ciò sino alla data de 25 03 2020: solo qualora si dovesse dimostrare I'impossibilità di detta sussistenza di servizi essenziali". 

Si diffida anche "all'osservanza di ogni prescrizione contenuta da ultimo nell'art. 1 in particolare si diffida: - alla sospensione immediata delle attività dei reparti aziendali che non indispensabili alla produzione; - al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile; - all'incentivazione delle ferie e dei congedi retribuiti nonché all'utilizzo di altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva; - all'assunzione dei protocolli di sicurezza anti-contagio con adozione di strumenti di protezione individuale; - alla "sanificazione" dei luoghi di lavoro ; - alla limitazione massima degli spostamenti all'interno dei siti contingentando l'accesso agli spazi comuni".

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