
di EDOARDO CORASANITI
Tutti vestiti di nero, tranne i cuochi rigorosamente in bianco. "Nero come un lutto", ammette Laura Barbieri, Fipe-Confcommercio Cosenza e consigliera nazionale, tra i promotori dell'iniziativa.
Come in altre 23 piazze d'Italia va in scena a Catanzaro la manifestazione organizzata dalla Federazione italiana pubblici esercenti (Fipe) a cui aderiscono baristi, ristoratori, cuochi e tutte le vittime sacrificate dalle restrizioni. La professione è diversa ma il minimo comune denominatore oggi è lo stesso: il Dpcm firmato tra sabato e domenica "ci mette in ginocchio", ripetono un po' tutti quelli che da Cosenza a Reggio Calabria arrivano di volta in volta nel capoluogo di Regione nonostante la pioggia.
Anzi, “Non siamo in ginocchio, siamo a terra". E infatti a terra al posto delle auto ci sono tovaglie, bicchieri, piatti. Il simbolismo restituisce la rabbia, il dolore e la preoccupazione di uomini e donne che da marzo pagano caro gli effetti delle restrizioni per respingere il Coronavirus. Da domenica scorsa si restringono ancora di più gli spazi di manovra e alle 18 le saracinesche si chiudono. Rimane aperto solo il delivery e l’asporto.

Pacifica e senza assembramenti, la manifestazione inizia con un quarto d’ora di silenzio. A mezzogiorno in punto suona l’inno di Mameli e poi la parola a Pietro Falbo, presidente Confcommercio Calabria Centrale e Laura Barbieri (Confcommercio Fipe Cosenza), i quali ribadiscono l'inefficacia delle misure adottate.


Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797