Potenziamento personale Uffici per l'impiego della Calabria, i sindacati chiedono risposte urgenti alla Regione

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  08 settembre 2021 10:06

"Mancate risposte al rinnovo contrattuale dei precari del Piano di Potenziamento dei Centri per l'Impiego della Regione Calabria Le scriventi organizzazioni sindacali, preoccupate per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori precari impiegati nel piano di potenziamento dei Centri per l’Impiego e delle politiche attive del lavoro, stigmatizzano con forza l’inerzia della Regione Calabria. Ad oggi, non vi è alcun punto fermo e concreto che rassicuri sulla prospettiva d’impiego di tali lavoratori, l’unica certezza è la scadenza dei contratti a tempo determinato, fissata al 03.12.2021". Così in una nota del Segretario Aziendale FP CGIL Regione Calabria – Giunta Regionale, Ferdinando Schipano, Segretario Aziendale CISLFP Regione Calabria - Giunta Regionale Giuseppe Spinelli, Segreteria regionale UILFPL Walter Bloise, FP CGIL Il Segretario Generale Alessandra Baldari, CISL FP Il Segretario Generale Luciana Giordano e UIL FP Il Segretario Generale Elio Bartoletti.

"Con l’avvio della campagna elettorale tutto sembra essersi fermato, - prosegue - nonostante le rassicurazioni da parte dell’Assessore Regionale al Lavoro, il quale dichiarava, ai tavoli di confronto sindacale tenutisi un paio di mesi fa, che la prosecuzione del loro rapporto di lavoro sarebbe stata una formalità. Anzi, lo stesso si è più volte espresso dichiarando che la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato sarebbe stato l’obiettivo da perseguire, nel rispetto della normativa vigente. In ragione della palese inerzia sopravvenuta, le scriventi OO.SS. hanno sollecitato un urgente incontro con l’Assessore al ramo, insieme con il Direttore Generale del Dipartimento Lavoro e il Commissario di Azienda Calabria Lavoro, al fine di avere informazioni certe riguardo alle risorse finanziarie disponibili da utilizzare per il finanziamento del rapporto di lavoro di questo personale e riguardo al loro futuro".

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"Tale sollecitazione, a tutt’oggi, - chiosa - è rimasta lettera morta. Non vi è alcuna traccia di convocazione, né, tantomeno, un segnale d’impegno nella direzione auspicata dai sindacati e dai lavoratori. È appena il caso di ricordare che i lavoratori impegnati in tale servizio, oltre che possedere lauree in discipline chiave per operare nel mercato del lavoro, hanno sviluppato percorsi di formazione e aggiornamento e maturato esperienze professionali di un certo valore all’interno della Pubblica Amministrazione; pertanto, la mancata prosecuzione del rapporto di lavoro arrecherebbe danno alla Regione Calabria che
perderebbe un patrimonio di professionalità che lo stesso Ente ha contribuito a formare".

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"Inoltre, bisogna ricordare che i Centri per l’Impiego in Calabria, sotto organico da anni, sono in costante affanno, per condizioni di lavoro, disfunzioni organizzative e carenze strutturali fisiche e di sistema, condizioni che hanno reso l’erogazione dei servizi particolarmente critica, nonostante l’impegno di tutti i dipendenti che hanno dovuto fronteggiare, a causa dell’emergenza Covid 19, carichi di lavoro aggiuntivi sempre a condizioni date. Se alla sollecitazione delle organizzazioni sindacali - conclude - non dovessero corrispondere adeguate misure atte alla risoluzione della problematica da parte di coloro i quali hanno gli strumenti per
intervenire, si preannuncia un’aspra contrapposizione sindacale, con l’attivazione dello stato di agitazione e che, inevitabilmente, si concluderà con lo sciopero".

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