
Nel maggio 2026, i pazienti e i genitori hanno inoltrato richiesta al Direttore Generale del Dipartimento Salute e servizi sanitari, per avere un incontro al fine di capire le ragioni della sospensione e per avviare subito la riattivazione del progetto DCA al Consultorio di Via Sirleto-Mater Domini a Catanzaro. La richiesta è rimasta senza risposta.
Ancora una volta, a pagare le conseguenze più gravi dei ritardi delle istituzioni e delle scelte politiche sbagliate sono le famiglie, le donne e le persone più vulnerabili.
A Catanzaro, il progetto relativo ai D. C. A, ora riconosciuti come D. N. A (Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione), attivo presso il Consultorio di Via Sirleto dal 2005, nel mese di aprile di quest’anno, è stato bruscamente interrotto, lasciando molte/i pazienti senza un supporto fondamentale per il loro percorso di cura e assistenza psicologica.
Si tratta di un servizio importante, indispensabile e spesso cruciale. I D. N. A non sono semplici disordini alimentari, ma malattie complesse che interessano il corpo, la mente, le relazioni e la dignità individuale. Anoressia, bulimia, binge eating e altri disturbi colpiscono più del 5% della popolazione italiana, oltre 3 milioni e mezzo di persone, in prevalenza donne ma anche uomini, ed un preoccupante e crescente numero di giovanissimi (l'età di insorgenza dei sintomi è scesa tra gli otto e i dodici anni).
Questi casi richiedono trattamenti multidisciplinari, continuità terapeutica e soprattutto accessibilità pubblica, poiché la salute non può diventare un privilegio riservato a chi può pagare per cure private.
Il servizio D. N. A offerto dal Consultorio di Via Sirleto equivale ad un ambulatorio di primo livello dedicato.
È il primo in Calabria, dove purtroppo non esiste una rete adeguata tra strutture di ospedalizzazione o semi-ospedalizzazione per i D. N. A, costringendo spesso le persone a cercare assistenza fuori regione, in altre strutture che possono fornire quel servizio.
La realtà di Via Sirleto rappresenta per molti un luogo sicuro, gratuito e competente, un punto di ascolto e supporto che il 31 marzo è stato bruscamente chiuso, senza certezze su quando riprenderà, con conseguenze gravi per i pazienti e le loro famiglie.
La situazione appare ancor più preoccupante considerando che i fondi destinati al progetto sono stati attribuiti fino al 2028.
È inaccettabile che un servizio sanitario fondamentale venga considerato come marginale o procrastinabile. La prevenzione, il benessere mentale e il supporto non possono essere messi in attesa "fino a data da definirsi".
Pretendiamo che si proceda senza ulteriori indugi all'utilizzo dei fondi già assegnati, assicurando la rapida riattivazione del progetto e, una volta terminato, che le prestazioni vengano erogate in modo regolare in quanto quelle dovute per i disturbi del comportamento alimentare sono inserite già nei LEA.
Salvaguardare i servizi sui D. N. A. e tutti quei progetti legati ai centri di consulenza familiare, che stanno diventando sempre più rari e che quotidianamente combattono per mantenere il significato della loro istituzione, significa difendere il diritto alla salute, all'autonomia e alla cura. Significa prendere posizione: schierarsi dalla parte delle persone o da quella dell'abbandono istituzionale.
Noi ci schieriamo dalla parte di chi oggi si trova solo, privo di risposte e servizi.
Continueremo a denunciare ogni forma di smantellamento e abuso silenzioso della sanità pubblica e territoriale! Pretendiamo risposte, diritti e una sanità adeguata!
Per tali motivi, il 24 giugno alle 10 parteciperemo e invitiamo a unirsi al sit-in di protesta organizzato presso la Cittadella regionale dai pazienti e dai genitori.
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