Precari del Ministero Cultura, per Cisl Magna Grecia e Cisl Fp: "Situazione preoccupante"

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  10 marzo 2026 09:25

«La situazione che si è determinata a Vibo Valentia, con la chiusura infrasettimanale del Museo archeologico nazionale “Vito Capialbi” e la riduzione degli orari dell’Archivio di Stato, rappresenta un segnale preoccupante».

E’ quanto affermano il segretario generale della Cisl Magna Grecia Daniele Gualtieri e il segretario della Cisl Funzione Pubblica Magna Grecia Antonino D’Aloi, che rimarcano la necessità di trovare in tempi rapidi una soluzione per i lavoratori precari del Ministero della Cultura.

«Non è accettabile – sottolineano Gualtieri e D’Aloi – che per il mancato rinnovo dei contratti centinaia di ex tirocinanti, molti dei quali impegnati da anni nei servizi culturali, vengano improvvisamente lasciati senza lavoro e che, allo stesso tempo, interi presidi culturali del territorio siano costretti a ridurre drasticamente le attività o addirittura a restare chiusi. Il caso di Vibo Valentia è emblematico: la riduzione del personale ha comportato un forte ridimensionamento dei servizi e l’impossibilità di garantire aperture regolari dei luoghi della cultura. Una situazione che penalizza il territorio, i cittadini, gli studenti e i ricercatori, ma anche i visitatori e i turisti che scelgono la Calabria per il suo patrimonio storico e archeologico».

«La vicenda - aggiungono Gualtieri e D’Aloi - non riguarda soltanto il futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti, ma anche la capacità dei territori di valorizzare il proprio patrimonio culturale. Non si può parlare di attrattività turistica e di sviluppo dei territori se poi i musei restano chiusi o funzionano a intermittenza. È necessario garantire servizi stabili e adeguati che consentano la piena fruizione dei luoghi della cultura».

La Cisl e Cisl Fp Magna Grecia richiamano quindi l’attenzione delle istituzioni competenti sulla necessità di individuare una soluzione che permetta di salvaguardare le professionalità maturate in questi anni: «Si tratta di lavoratori che hanno acquisito competenze importanti nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Disperdere queste esperienze sarebbe un grave errore. Occorre intervenire rapidamente per garantire continuità lavorativa a questi operatori, dare serenità a loro e alle loro famiglie e, allo stesso tempo, assicurare ai territori servizi culturali all’altezza del patrimonio straordinario del nostro territorio».


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