Presentato al Vinitaly un Progetto Originale sui Vini Passiti di Calabria: “sposare” i matrimoni

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  24 aprile 2026 11:45

È stato presentato al recente Vinitaly un “Progetto Originale per il rilancio dei Vini Passiti di Calabria fra cerimonie, matrimoni e turismo esperienziale”. Il Progetto è stato ideato da Massimo Tigani Sava, giornalista e saggista specializzato tra l’altro nello studio delle radici storico-culturali e identitarie dell’agroalimentare e della vitivinicoltura di Calabria. Hanno preso la parola: Umberto Ceratti, presidente del Consorzio di Tutela del Greco di Bianco Dop; Maurizio Bisconte, produttore di Moscato al Governo di Saracena; Gennaro Convertini, Presidente Enoteca regionale della Calabria; Vincenzo Alvaro, giornalista calabrese; Claudio Viola, produttore di Moscato al Governo di Saracena; Mariolina Baccellieri, produttrice di Greco di Bianco Dop; Giovanni Benvenuto, produttore di Zibibbo in provincia di Vibo Valentia. La Calabria produce vini passiti da tempi remoti. «Il progetto nasce dalla ferma convinzione che accanto al prosieguo di importanti e fondamentali attività di comunicazione - ha osservato Massimo Tigani Sava introducendo il talk - sia molto utile attivare percorsi potenzialmente virtuosi, e sostenibili, di sviluppo economico e sociale. Peraltro grandi fiere, qual è appunto il Vinitaly, meritano anche il lancio di Progetti Originali, per un contributo fattivo di idee che arricchisca il grande lavoro svolto sul fronte della promozione e della visibilità delle aziende e dei prodotti».

«Progetti Originali volti, anche al di là di aspetti strettamente connessi alla ulteriore qualificazione delle azioni promozionali, a incentivare - ha aggiunto Tigani Sava - la collaborazione attiva e generosa tra le imprese, anche attraverso la costruzione di vere e proprie reti di interessi convergenti e positivi. Diversi marchi, soprattutto se di nicchia, hanno la difficoltà oggettiva di accrescere sensibilmente il proprio fatturato, magari perché gestiti da aziende non ben strutturate o adeguatamente dimensionate per affrontare i mercati esteri, o perché poco attrezzate per immaginare di soddisfare le esigenze della Gdo. Né si sottovaluti che alcune specifiche specialità agroalimentari e vitivinicole calabresi (si pensi, appunto, ai vini passiti, o ad esempio al miele, o ad alcune tipologie di conserve o di dolciaria, e finanche alcuni formaggi stagionati a lungo o rari, ecc.) richiedono l'attivazione di percorsi di consumo e di mercato opportunamente incanalati sia sotto il profilo culturale e degli stili di vita, sia dei rapporti fra operatori economici. “Sposare” i vini passiti con i matrimoni, recuperando tradizioni antiche - ha osservato Massimo Tigani Sava - può rivelarsi una carta decisiva da giocare».

Umberto Ceratti ha ripercorso le tappe della nascita del Consorzio di Tutela del Greco di Bianco Dop, esaltando la nuova stagione di consapevolezza da parte degli imprenditori finalizzata a fare rete e a guardare a traguardi comuni. Maurizio Bisconte si è soffermato sulle radici storiche del Moscato al Governo di Saracena, calandosi anche nelle atmosfere della civiltà contadina. Claudio Viola, anch’egli produttore assieme ai fratelli del famoso Moscato del Pollino, ha descritto le caratteristiche salienti di questa proposta vitivinicola di successo (Massimo Tigani Sava ha salutato in modo particolare la presenza del professor Luigi Viola, pioniere della rinascita del Moscato a Saracena). Mariolina Baccellieri si è tra l’altro soffermata sull’ampio spettro di possibili proposte di degustazione del Greco di Bianco non solo con dolci e formaggi stagionati o erborinati, ma anche con carni o altri prodotti del territorio valorizzati dalla fantasia di chef ed esperti. Gennaro Convertini ha inserito la tematica dei passiti di Calabria in quella più ampia della produzione vitivinicola calabrese: una nicchia di eccellenza verso la quale occorre prestare sempre maggiore attenzione. Giovanni Benvenuto, protagonista della riscoperta dello Zibibbo nell’area tirrenica della Calabria, ha spiegato le proprietà salienti di questo vitigno autoctono utilizzato anche per la produzione di passito. Vincenzo Alvaro ha spiegato come una comunicazione attenta e professionale sia fondamentale a sostegno dello sviluppo sostenibile del comparto vitivinicolo regionale. 

Numerosi vitigni autoctoni calabresi (Greco Bianco di Bianco, Moscatello, Duraca, Zibibbo, etc. ...) sono alla base della produzione di straordinari vini passiti, comparto che merita un’adeguata valorizzazione anche perché fortemente identitario. «Ecco perché Local Genius – ha aggiunto Massimo Tigani sava - ha immaginato al Vinitaly 2026, ed anche al Vinitaly and The City 2026 di Sibari e poi di Reggio Calabria, di concentrare l’attenzione sul “Progetto Originale di valorizzazione dei Vini Passiti di Calabria”, richiamando quella parte importante di tradizione che riguarda l’uso di questi vini dolci, prodotti in ambito familiare o comunque legati alla civiltà contadina, per le cerimonie e in particolare per i matrimoni. Il Progetto tende da un lato a sensibilizzare l’opinione pubblica e i potenziali imprenditori interessati (vitivinicoltori, ristoratori, gestori di sale per ricevimenti, wedding planner, produttori di dolciaria e pasticceria o di formaggi tipici, ecc.), dall’altro a suggerire opportuni collegamenti finalizzati all’attivazione concreta di attività economiche remunerative. Da non trascurare il collegamento di questi mondi produttivi (in particolare dolciaria e pasticceria) con le filiere agrumicole e della frutta fresca o secca. Infine, in un contesto in cui i matrimoni sono già diventati in parte, ma possono esserlo sempre di più, anche motori di turismo esperienziale (ritorno di Calabresi emigrati nei Cinque Continenti, arrivi appositamente dall’estero), l’appena descritto “Progetto Originale sui Vini Passiti di Calabria” può estendere il proprio raggio d’azione guardando a un settore per il quale l’intera regione è particolarmente vocata».

Al termine del talk si è tenuta una degustazione di vini passiti calabresi abbinati a salumi e formaggi di pregio. Un apposito questionario è stato proposto alle cantine calabresi presenti nella collettiva Calabria Straordinaria.


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