Prima le violenze, poi la nuova vita con moglie e figli: storia a lieto fine per giovane di Montepaone

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Revocata la sorveglianza speciale su istanza dell'avvocato Agostino Mazzeo

  05 febbraio 2026 18:17

Avrebbe maltrattato la moglie sotto effetto di droghe e alla presenza dei propri figli minori. E, basandosi su questa ipotesi accusatoria, il questore di Catanzaro, lo scorso mese di gennaio, aveva proposto e ottenuto dal Tribunale di Catanzaro-Seconda Sezione Penale-Misure di Prevenzione l’applicazione della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza a carico dell'uomo. Una misura che, probabilmente, per quest'ultimo, un 29enne residente a Montepaone, avrà costituito un deterrente, dal momento che, subito dopo, lo stesso si sarebbe riconciliato con la moglie, mantenendo un comportamento del tutto corretto. Così, su istanza dell'avvocato difensore Agostino Mazzeo, la Corte d’appello di Catanzaro, sezione misure di prevenzione,  ha revocato la misura, ritenendo che "un lasso di tempo senza segnalazione di ulteriori comportamenti  di pericolosità,  l'intervenuta riconciliazione con la moglie, la revoca della misura cautelare personale (contestualmente al patteggiamento della pena sospesa),  il positivo comportamento tenuto per tutto l'arco di sottoposizione alla misura" avessero ormai fatto venire meno gli elementi su cui si fondava il provvedimento cautelare.

L'uomo è riuscito così a riscattarsi dai guai giudiziari che lo accompagnavano da due anni, ovvero da quando nel 2024 fu  sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per maltrattamenti fisici e morali  alla moglie  anche alla presenza dei figli minori. Rinviato a giudizio, l'uomo patteggiò la pena di 2 anni  di reclusione, con il beneficio della sospensione condizionale subordinata alla partecipazione a un percorso riabilitativo della durata di 8 mesi presso l'Associazione "Centro Calabrese di Solidarietà". Seguì la sostituzione della misura degli arresti domiciliari con quella più blanda del divieto di dimora in Calabria, salvo la moglie  rimettere le querele e dichiarare  la riconciliazione e la volontà di riprendere la convivenza a fronte di una relazione durata ben 9  anni e dalla quale sono nati tre figli,  con condotte violente meramente occasionali. Tanto che  dal 2024 in poi non vi è stata più segnalazione di ulteriori episodi. 

Da qui la decisione della Corte d'appello di accogliere la tesi dell'avvocato Mazzeo e lasciare l'uomo libero di riprendersi in mano la vita accanto alla sua famiglia.


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