Processo “Sahel”, arrivano le condanne: pene fino a 20 anni nel rito abbreviato (NOMI)

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images Processo “Sahel”, arrivano le condanne: pene fino a 20 anni nel rito abbreviato (NOMI)


  19 giugno 2026 10:58

Arriva la sentenza di primo grado nel processo con rito abbreviato scaturito dall’operazione “Sahel”, l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che aveva acceso i riflettori sui nuovi assetti criminali nell’area di Cutro dopo il ridimensionamento della storica cosca Grande Aracri. L’indagine, sfociata nel blitz eseguito nel settembre 2024, aveva portato all’emissione di decine di misure cautelari e all’apertura di due distinti percorsi processuali, uno dei quali celebrato con il rito abbreviato.

La sentenza è stata pronunciata dal gup del Tribunale di Catanzaro, Fabiana Giacchetti. Il verdetto registra un quadro articolato tra assoluzioni, proscioglimenti e numerose condanne, alcune delle quali particolarmente pesanti. Le pene più elevate raggiungono i vent’anni di reclusione e riguardano alcuni degli imputati ritenuti ai vertici dell’organizzazione contestata dall’accusa.

Tra le decisioni del giudice figurano anche diverse assoluzioni con formula piena per alcuni imputati e il proscioglimento per specifici capi di imputazione nei confronti di altri soggetti coinvolti nel procedimento. La sentenza chiude così il primo capitolo giudiziario del filone abbreviato dell’operazione “Sahel”, mentre resta separato il troncone ordinario che coinvolge altri imputati.

CONDANNE

Questo il quadro delle principali condanne pronunciate dal Tribunale:

  • Rosario Parrotta: 20 anni di reclusione;
  • Carlo Verni: 20 anni di reclusione;
  • Giuliano Muto (cl. 1988): 20 anni di reclusione;
  • Vito Muto (cl. 1966): 20 anni di reclusione;
  • Salvatore Peta: 16 anni di reclusione;
  • Antonio Pasquale Muto: 13 anni e 8 mesi di reclusione;
  • Antonio Colacino: 12 anni di reclusione;
  • Giuliano Muto (cl. 1998): 12 anni, 1 mese e 10 giorni di reclusione;
  • Rosanna Policastrese: 10 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione;
  • Pasquale Diletto: 6 anni, 3 mesi e 10 giorni di reclusione ed euro 1.067 di multa;
  • Antonio Abbruzzese: 4 anni di reclusione ed euro 20.000 di multa;
  • Benedetto Marchio: 3 anni di reclusione ed euro 6.000 di multa;
  • Giuseppe Ferrazzo: 3 anni di reclusione ed euro 2.000 di multa;
  • Fedele Oliverio: 3 anni di reclusione ed euro 2.000 di multa;
  • Domenico Barletta: 2 anni di reclusione ed euro 4.000 di multa;
  • Giuseppina Muto: 2 anni di reclusione ed euro 4.000 di multa;
  • Fabio Passalacqua: 2 anni di reclusione ed euro 4.000 di multa;
  • Leonardo Passalacqua: 2 anni di reclusione ed euro 4.000 di multa;
  • Patrick Patitucci: 2 anni di reclusione ed euro 4.000 di multa;
  • Vito Muto (cl. 1975): 2 anni di reclusione ed euro 4.000 di multa;
  • Paolo Gualtieri: 2 anni di reclusione ed euro 4.000 di multa;
  • Marco Massafra: 1 anno di reclusione ed euro 2.000 di multa;
  • Matteo Santoro: 1 anno, 5 mesi e 10 giorni di reclusione ed euro 3.776 di multa;
  • Paolo Fiorentino: 1 anno di reclusione ed euro 2.000 di multa;
  • Renato Guarnieri: 6 mesi di reclusione.

ASSOLUZIONI

La sentenza non ha riguardato soltanto le condanne. Il gup ha infatti pronunciato anche numerose assoluzioni, alcune con formula piena, nei confronti di diversi imputati coinvolti nel procedimento. Tra gli assolti figurano Angelo Aiello, Massimo Berlingieri, Domenico Diletto, Pasquale Diletto, Francesco Ferrazzo, Paolo Fiorentino, Giuseppe Grimaldi, Raffaele Gualtieri, Renato Guarnieri, Francesco Maugeri, Ranieri Giuseppe Migale, Antonio Pasquale Muto, Giuliano Muto (cl. 1988), Giuliano Muto (cl. 1998), Vito Muto (cl. 1966), Rosario Parrotta, Fabio Passalacqua, Salvatore Peta, Rosanna Policastrese e Carlo Verni, per alcune o per tutte le contestazioni loro attribuite.

Disposta infine l'immediata scarcerazione di Ranieri Giuseppe Migale, per il quale è stata dichiarata la cessazione della misura custodiale in atto.

L’operazione “Sahel”, coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai Carabinieri, aveva ricostruito – secondo l’impostazione accusatoria – un articolato sistema criminale attivo soprattutto nel Crotonese, con contestazioni che spaziavano dalle estorsioni al traffico di droga, fino ad altri episodi collegati alla presunta operatività del gruppo criminale.

IL COLLEGIO DIFENSIVO

Ad affiancare gli imputati sono scesi in campo gli avvocati Pierpaolo Panza, Aldo Truncè, Salvatore Staiano, Piero Mancuso, Salvatore Rossi, Salvatore Iannone, Rosina Levato, Fabrizio Salviati, Sergio Rotundo, Luigi Colacino, Gianfranco D’ettoris e Franco Angiolini.


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