
Progetto Civico Italia diventa un partito. Costituito, ieri a Roma, l’organo dirigente nazionale del partito che vede Fabio Guerriero unico amministratore calabrese in direzione.
Dichiara Alessandro Onorato: “Un partito del buon senso, non dei moderati”. Vicinanza a Conte e ai Dem e non risparmia frecciate ai terzopolisti ed al leader di Iv.
Alla presenza di quasi tutti i leader del campo largo (manca Renzi), l'assessore di Gualtieri lancia la formazione "dei sindaci e degli amministratori" per prendere voti al centro ma soprattutto tra chi non si reca più alle urne: «Con noi - dichiara Onorato - 685 amministratori e già 10mila iscritti, reali»
Apre il confronto, dopo un messaggio augurale del Sindaco di Roma, Gualtieri, il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi che parla della necessità di un movimento che parte dal basso ed affronta le sfide che quotidianamente coinvolgono gli amministratori, “lasciati senza risorse a far fronte ai tanti bisogni, soddisfatti solo con il duro lavoro dei buoni amministratori, delle famiglie e delle associazioni di volontariato”.
La Schlein, segretaria dem, invita all'unità del centro: "So che non è facile unire e convergere, Io vi invito a parlarvi, a dialogare".
È evidente però che Progetto civico Italia nasca anche per offrire uno spazio politico ai moderati che non si riconoscono nel Pd di Elly Schlein, considerandolo troppo a sinistra.
Chiari e netti i cavalli di battaglia di Progetto Civico Italia, per come asserito anche da Fabio Guerriero nella riunione riservata ai promotori del Progetto svoltasi poco prima dell’inizio della kermesse: l'introduzione delle preferenze nella prossima legge elettorale è la prima battaglia che Progetto civico si appresta a combattere.
Poi, nell’esposizione del programma si parla molto di sicurezza ("è una nostra priorità, non va lasciata alla destra o a Vannacci", spiega Onorato), lotta alla burocrazia, sanità, asili nido gratuiti, taglio dell'Irpef sotto i 35 anni. E ancora, "vogliamo curare la pace, che è il bene supremo come ha ricordato Leone XIV". E in economia "nessuno parli più di patrimoniale», anche perché l’aumento delle tasse è un qualcosa che ha già fatto la Meloni e su cui noi abbiamo il dovere civico di far invertire la rotta al prossimo, nostro, governo".
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