Progetto Gioco d'azzardo patologico 2022: a Soverato Corso di aggiornamento per assistenti sociali
16 aprile 2026 19:08La sala consiliare del Comune di Soverato ha ospitato l’evento formativo dedicato agli assistenti sociali degli ambiti territoriali della regione, organizzato nell’ambito del progetto GAP (Gioco d’azzardo patologico), annualità 2022.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Soverato Daniele Vacca, del segretario dell’Ordine regionale degli assistenti sociali Alessandro Catalano, presente insieme al tesoriere Federico Carioti, del direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze (Dsmd) Michele G. Rossi e della direttrice del Ser.D. (Servizio per le dipendenze) dell’Asp di Catanzaro Maria Giulia Audino. Quest’ultima ha, inoltre, illustrato il progetto attivo sul territorio aziendale, promosso dal Ser.D. in collaborazione con il privato sociale, Centro Calabrese di Solidarietà, Progetto Sud e Cooperativa Zarapoti.
La prima relazione, moderata dalla psicologa Vittoria Curcio, è stata affidata allo psichiatra e psicoterapeuta Sergio Cuzzocrea, che ha approfondito il tema della solitudine del giocatore e della realtà percepita. Partendo dalla solitudine emotiva in età adolescenziale, il professionista ha evidenziato come il soggetto ludopatico sviluppi una rappresentazione ristretta della realtà: senza il gioco, ha spiegato, “il motore interno si fermerebbe”, rendendo la dipendenza l’unico mezzo per provare piacere. In questo contesto, la condivisione diventa un elemento centrale nel percorso di guarigione.
Nel dibattito successivo, il direttore Rossi ha richiamato l’attenzione sul vuoto emotivo che caratterizza queste persone, sottolineando come alla condivisione debba affiancarsi il concetto di responsabilità. La seconda relazione è stata tenuta dalla psicologa del Ser.D. di Soverato Mariarita Notaro, coordinatrice del progetto GAP, che ha fatto il punto sullo stato del disturbo da gioco d’azzardo (Dga) nei servizi aziendali e sul ruolo degli assistenti sociali. Secondo la dottoressa Notaro, si tratta di un disturbo complesso che richiede un approccio multidisciplinare, coinvolgendo medici, psicologi, infermieri, educatori e assistenti sociali. Questi ultimi, in particolare, svolgono una funzione chiave negli ambiti familiare, relazionale, ambientale e lavorativo.
Particolarmente significativa la testimonianza di un paziente ludopatico, che ha sollecitato un incremento dei posti residenziali nelle comunità dedicate al Dga. A seguire, le assistenti sociali dei Ser.D. di Soverato e Lamezia Terme, Maria Pisano, Caterina Squillace e Antonella Renda, hanno ribadito come la loro figura non svolga terapie, ma coordini gli aspetti pratici e sociali necessari a sostenere il percorso di cura. “Tra comunità e territorio: l’integrazione pubblico-privato per la lettura del bisogno nell’ambito lametino” è stato il tema della terza relazione, moderata dalla psicologa Aida Rizzo e presentata dall’assistente sociale del Comune di Lamezia Terme Angelina Ianchello. La relatrice ha evidenziato come l’ente pubblico sia spesso percepito come un controllore, sottolineando che le differenze tra pubblico e privato siano meno marcate di quanto si pensi. Entrambi, infatti, devono rappresentare un ponte che accompagna la persona nel percorso di recupero. Sul punto è intervenuto anche Andrea Romano, assistente sociale del Dsmd, che ha rimarcato l’assenza di confini netti tra i due ambiti.
Nella relazione successiva, Ampelio Anfosso, referente GAP per la Cooperativa Zarapoti, ha illustrato il servizio Unità di Strada, nato nel 1999 in forma sperimentale nel Ser.D. di Catanzaro e accreditato nel 2018. Il dottor Anfosso ha sottolineato l’importanza del lavoro di rete con i servizi pubblici, invitando operatori e assistenti sociali a continuare a non ignorare le richieste di aiuto.
A concludere i lavori è stato il referente regionale del progetto “Mettiamoci in gioco” Roberto Gatto, responsabile dell’area dipendenze di Progetto Sud, che ha presentato dati aggiornati sul fenomeno del gioco d’azzardo. Numeri in costante crescita, che destano preoccupazione: in Calabria si registrano circa 6 miliardi di euro giocati ogni anno. Gatto ha ricordato la proposta, avanzata a livello nazionale, di una legge quadro per regolamentare il settore e il ripristino di un Osservatorio specifico presso il Ministero della Salute, sollecitando, inoltre, la Regione Calabria a definire strategie concrete di intervento.
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