Prossima legge di bilancio, i punti di Natale Giaimo (Italia Sociale)

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images Prossima legge di bilancio, i punti di Natale Giaimo (Italia Sociale)


  16 settembre 2026 17:56

Di seguito la nota stampa di Natale Giaimo (Italia Sociale- MSFT).

"Il cantiere della Manovra 2027 è aperto e, come ogni anno, si ripete lo stesso teatrino: un elenco di bonus, sconti e ritocchi presentato come svolta, mentre i nodi veri restano dove sono sempre stati. Flat tax per chi guadagna già bene e tanto, un'estensione dell'Irpef discussa a metà, qualche detassazione a scadenza. Amministrazione quindi, non visione. E mentre i tecnici litigano sulle coperture - il debito pubblico ha appena toccato un nuovo massimo storico, oltre 3.200 miliardi di euro - a pagare il conto, come sempre, sono Lavoratori e Pensionati.

          Noi non ci stiamo a discutere le briciole di questa manovra. Ci sono tre nodi strutturali che nessun bonus temporaneo può sciogliere, e su quelli intendiamo essere netti.

          Il primo è quello delle Pensioni: basta con le riformette, la Fornero va superata: dal 2027 scatta l'ennesimo automatismo che allontana l'età pensionabile in base alla speranza di vita: 67 anni e un mese per la vecchiaia, quasi 43 per l'anticipata. È l'ultimo tassello di un impianto, quello della legge Fornero e delle sue "riformette" successive, che considera i Lavoratori come una sorta di variabile statistica da aggiustare e non come persone che hanno versato per una vita i contributi. Chi propone flessibilità in uscita lo fa a chiacchiere, come merce di scambio elettorale, mentre l'unico automatismo scritto nelle regole è quello che allunga i tempi.

          Italia Sociale non chiede un correttivo alla Fornero. Chiede che venga superata: un sistema previdenziale che riconosca gli anni di lavoro effettivamente versati, non la longevità media nazionale calcolata a tavolino da un ufficio statistico.

          Il secondo punto è il Fisco: non ritocchi, ma un sistema che cambi verso. Il governo discute una flat tax fino a 100mila euro e, forse, un'estensione dell'aliquota Irpef al 33% per il ceto medio. È l'ennesima riprova di chi questo sistema lo vuole conservare così com'è: vantaggi fiscali per chi ha già margini di manovra, aliquote piene per chi vive di stipendio. Non è una manovra sbagliata nei dettagli: è sbagliata nell'impianto.

          La vera riforma tributaria che serve all'Italia non si scrive ritoccando due scaglioni. Serve azzerare l'IVA sui beni essenziali, sul Made in Italy, sui servizi di prima necessità così da togliere peso a chi consuma, non a chi specula. Serve uno Stato che torni ad essere arbitro della vita economica e non spettatore delle scelte della grande finanza apolide e del capitale cosmopolita che oggi dettano l'agenda a Roma tanto quanto a Bruxelles.

          Terzo punto quello dei Salari: la partecipazione dei Lavoratori, non l'elemosina della detassazione: L'inflazione corre al 3,3%, ai massimi da tre anni, i salari reali restano indietro. La risposta del governo è la conferma di uno sconto fiscale temporaneo sugli aumenti contrattuali utile, ma strutturalmente insufficiente. Il problema non è la percentuale di uno sconto: è che il Lavoratore italiano resta escluso dalla ricchezza che produce.

          Italia Sociale rivendica un principio diverso: la Partecipazione dei Lavoratori agli utili e alla gestione delle imprese. Non elemosina fiscale calata dall'alto ogni anno con la legge di bilancio, ma una redistribuzione strutturale che leghi la retribuzione ai risultati dell'impresa in cui si lavora. È il principio della Socializzazione, non un'utopia novecentesca: è l'unica risposta seria alla frattura tra capitale e lavoro che nessuna manovra finora ha avuto il coraggio di affrontare.

          Cosa chiediamo?  Non un'altra manovra di bonus a pioggia per tenere insieme una maggioranza litigiosa. Chiediamo che la prossima Legge di Bilancio scelga da che parte stare: dalla parte di chi lavora, non di chi specula; dalla parte di chi produce, non di chi possiede senza produrre. Tre priorità, senza compromessi: superamento della Fornero, riforma tributaria che alleggerisca davvero chi consuma e chi lavora, partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese e tassazione degli utili delle multinazionali

          Il resto, flat tax selettive, sconti a scadenza, aggiustamenti tecnici da tecnici non sono altro che la stessa vecchia politica che da vent'anni promette riforme e consegna ritocchi. Gli italiani meritano di più e siamo qui per dirlo, senza sconti a nessuno."