
Riceviamo e pubblichiamo un intervento dell’ex consigliere comunale del Capoluogo ed iscritto al Circolo PD di Catanzaro sul PSC. Gigliotti ha indirizzato al segretario regionale del suo Partito, Nicola Irto, la seguente nota sollecitando un suo intervento.
“Nei giorni scorsi la Giunta comunale ha varato e trasmesso alla Presidenza del Consiglio comunale la versione del PSC uscita dalla conferenza di pianificazione che ha verosimilmente parzialmente modificato il documento preliminare sulla base delle osservazioni presentate da Enti sovraordinati, associazioni, organizzazioni professionali e singoli cittadini.
Quali indicazioni siano state accolte, quali rigettate e per quali motivi non è dato sapere.
Il dibattito pubblico è assente e la competente commissione consiliare, che solo l’altro ieri ha iniziato il percorso di approfondimento del nuovo PSC, e lo stesso Consiglio si apprestano a svolgere i loro compiti in maniera burocratica e stanca.
Avevo chiesto al Partito Democratico ( oltre un anno fa ) l’apertura di una fase di dibattito e riflessione sui temi urbanistici che coinvolgesse i circoli e l’assemblea cittadina. La domanda è stata lasciata cadere.
Che fine hanno fatto le proposte dei democratici di Catanzaro per l’indizione di un Concorso urbanistico internazionale per Giovino e per il Piano di recupero dell’area di Janò? Il documento che passa all’esame del Consiglio risponde al compito di ridisegnare e razionalizzare e non di individuare nuove, improbabili espansioni?
Come ricucire il territorio slabbrato ( cogliendo l’opportunità della metropolitana ), ridare slancio ai quartieri storici, fare dell’area direzionale di scala regionale sorta a Germaneto una opportunità per l’intero capoluogo, valorizzare la vocazione turistica della città, tutelare l’ambiente. Questi i compiti del nuovo Piano urbanistico.
Il processo di pianificazione deve ripartire con slancio, tempestività e autentica partecipazione. Altrimenti la città continuerà il suo declino e, addirittura, rinuncerà al suo diritto di scegliere il proprio futuro, come accaduto per la variante della 106 ( che ha nei fatti realizzato il disegno “ ideogramma Spagnesi “ dell’abbandono del centro storico, dei quartieri a Nord e le loro frazioni ) e come pare sia destinato ad accadere per la realizzazione di un discutibile nuovo ospedale, la cui collocazione è affidata al Politecnico di Milano.
Ti invitiamo ad intervenire per costruire, dal basso insieme agli iscritti ed alle elettrici ed elettori, la linea politica e l’alleanza in grado di sostenere e approvare il PSC.
In assenza di questo scatto è facile prevedere che quel che resta della consiliatura non basterà a concludere il processo di pianificazione e si andrà avanti con cambi di destinazioni urbanistica – approvazione di lottizzazioni chiacchierate che le precedenti amministrazioni avevano rigettato, e Catanzaro resterà ancora una volta senza strumento urbanistico.
In decenni di governo il Centrodestra non ne ha approvato uno ed ha approfittato dal vuoto della normativa per lasciare campo libero alla speculazione ed al declino della città.”
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