
Un'aula affollata e una rabbia che monta. Si è tenuto oggi l'incontro tra il Consigliere Comunale Vito Maida, capogruppo di Uniti per Unire, e un numerosissimo gruppo di cittadini proprietari di terreni agricoli già colpiti – o potenzialmente coinvolti – dalle scelte del Piano Strutturale Comunale. Il tema è semplice: l'Amministrazione ha trasformato i loro campi in aree edificabili con un colpo di penna, e ora pretende che paghino l'IMU come se fossero lotti pronti a costruire. Peccato che su quei terreni non si possa tirare, in alcuni casi, su nemmeno un mattone.
Il meccanismo è tanto subdolo quanto redditizio per le casse comunali. Il P.S.C. ha creato un nuovo "Ambito Territoriale Agricolo Urbanizzato" in cui ha catapultato decine di terreni fino a ieri agricoli. Sulla carta ora valgono 15 euro al metro quadro. Nella realtà, su 1.000 metri di terreno si possono costruire appena 150 metri quadrati. Non esistono piani attuativi. Non esiste il Piano Operativo Comunale. Esiste solo la cartella IMU da pagare, puntuale, ogni anno.
È l'equivalente di tassare una baracca come fosse un attico con vista mare.
«Questa Amministrazione ha dimostrato ancora una volta di non avere né visione né coraggio – ha dichiarato il Consigliere Maida durante l'incontro –.
Piuttosto che programmare uno sviluppo urbanistico vero, fatto di infrastrutture, servizi e opportunità per il territorio, ha scelto la scorciatoia: gonfiare sulla carta il valore dei terreni agricoli per aumentare il gettito IMU.
È una tassa sulla pelle dei cittadini, mascherata da pianificazione urbanistica. E noi non ci stiamo».
Il Consigliere ha poi attaccato frontalmente l'assenza di una delibera che definisca con chiarezza i valori IMU per i diversi ambiti del P.S.C. «Non solo tassano una ricchezza virtuale – ha aggiunto – ma lo fanno senza neanche darsi la briga di approvare una tabella ufficiale dei valori. I cittadini sono lasciati nel buio, senza sapere su quali parametri viene calcolato ciò che devono versare. È il trionfo dell'approssimazione e dell'arroganza amministrativa».
Ma l'incontro di oggi non è stato solo denuncia. È stato il primo passo di una battaglia politica e civica che entra nel vivo da subito. Due le armi annunciate.
La prima: è già partita la raccolta firme per una petizione popolare che sarà formalmente depositata al Sindaco nei prossimi giorni. Un documento chiaro, in cui i cittadini chiedono la riduzione immediata dell'aliquota IMU, l'introduzione di coefficienti di abbattimento del valore venale parametrati all'indice reale di edificabilità, e la possibilità di ottenere la retrocessione dei terreni alla classificazione agricola.
La seconda: contestualmente al deposito della petizione, il Consigliere Maida presenterà in Consiglio Comunale una mozione per impegnare la Giunta a intervenire con urgenza. «Non ci limiteremo a chiedere – ha precisato –. Pretenderemo risposte scritte, tempi certi, impegni vincolanti. Se l'Amministrazione pensa di archiviare anche questa come una delle tante mozioni che finiscono nel dimenticatoio, si sbaglia di grosso. Questa volta c'è un'intera comunità che vigila, e io sarò il suo megafono in quell'aula».
«Il messaggio per il Sindaco e la Giunta è uno solo – ha concluso Maida –: avete trasformato i campi dei nostri concittadini in bancomat del bilancio comunale. Noi trasformeremo la loro protesta in un atto politico che non potrete ignorare. ».
La petizione – che ha già raggiunto già molteplici firme – è già disponibile per la sottoscrizione. Il deposito è previsto entro la prossima settimana. La mozione seguirà a ruota, così da poterla discutere alla prima seduta utile del Consiglio Comunale.
Lo afferma il Capogruppo ddi"Uniti per Unire" Avv. Vito Maida.
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