
L'assistente giudiziario Elio Ferragina interviene nella sua qualità di cittadino catanzarese preoccupato per il futuro del capoluogo di regione.
19 giugno 2026 15:01di ELIO FERRAGINA*
La vicenda che divide la città riguardo all'ospedale Pugliese-Ciaccio non è un semplice dibattito sanitario, ma rappresenta il coronamento di un processo di spoliazione graduale del capoluogo di regione che, se portato avanti, trasformerà Catanzaro in un deserto amministrativo. Già abbiamo assistito al trasferimento delle facoltà di giurisprudenza, medicina e chirurgia dal centro cittadino verso altre sedi, con la conseguente perdita di quel flusso vitale di studenti che animavano le strade del capoluogo. Non è un dettaglio. Significa che i diplomi di laurea, i corsi di perfezionamento, la formazione specialistica, tutto ciò che un tempo rendeva Catanzaro un polo culturale di riferimento, sono stati allontanati dal centro. E poi, cosa alquanto paradossale, gli impiegati della Regione, coloro che dovrebbero garantire il funzionamento degli uffici pubblici, quelli che un tempo lavoravano nel cuore di Catanzaro, sono stati spostati a Germaneto, nella cosiddetta "Cittadella". Che senso ha? Un capoluogo di regione che non ospita né le facoltà universitarie, né gli impiegati regionali, né, a questo punto, un ospedale di livello regionale?
Catanzaro, la "piccola Parigi", come veniva nobilmente chiamata un tempo, non è un titolo vuoto. Era così denominata perché vi erano gli opifici che producevano seta, perché era una città nobile ed elegante, pulitissima, dove l'architettura e l'ordine urbano riflettevano dignità e prestigio. Non una periferia amministrativa, ma un centro di produzione e cultura.
Ora, se depotenziamo il Pugliese-Ciaccio per spostare tutto a Germaneto, spopoliamo il capoluogo. Rendiamo deserto un luogo che già soffre di carenza di servizi e di vitalità economica. Non è buon senso, è follia.
È auspicabile che si facciano scelte di buon senso. L'ospedale Pugliese-Ciaccio deve essere potenziato, non svuotato. Deve mantenere il suo ruolo di presidio ospedaliero regionale, integrandosi con il pronto soccorso di Germaneto, ma non cedendo la sua centralità. Migliaia di cittadini hanno espresso la necessità di comprendere che Catanzaro merita di essere trattata meglio.
Una città elegante, pulita, nobile, che un tempo era il cuore della produzione della seta in Calabria, non può essere ridotta a un'ombra amministrativa. Il progetto di rigenerazione con maxi parcheggio, la pista per elisoccorso, la nuova viabilità e il collegamento con il Parco della Biodiversità, sono proposte concrete, non spot elettorali, per rilanciare il Capoluogo.
Occorre rioccupare il centro, potenziare il Pugliese-Ciaccio, non svuotare Catanzaro. Perché Catanzaro non è un pallone bucato che si può spostare da un luogo all'altro. È una città che ha dignità, storia e prestigio. E merita di essere salvata dallo spopolamento.
*assistente giudiziario
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