




di SETTIMIO PAONE
Ci sono sere d'estate che scorrono via come tante altre. E poi ce ne sono alcune destinate a lasciare un segno, perché riescono a trasformare una semplice piazza in un luogo dove le persone tornano a guardarsi negli occhi, a sorridere, a riconoscersi come comunità. È in quei momenti che la musica smette di essere soltanto spettacolo e diventa linguaggio universale, capace di unire generazioni, raccontare un territorio e risvegliare il senso di appartenenza.
È questo lo spirito con cui Montepaone ha vissuto la prima edizione de "La Notte di San Felice", l'iniziativa promossa dall'Associazione La Radice Sociale APS, con il patrocinio del Comune di Montepaone, che ha trasformato Piazza Immacolata nel cuore pulsante di una festa capace di unire cultura, tradizione ed emozioni.
Non è stata soltanto una serata musicale. È stato un invito a riscoprire il fascino del centro storico, a viverlo come luogo dell'anima prima ancora che spazio urbano. Famiglie, giovani, anziani e visitatori hanno condiviso lo stesso entusiasmo, dimostrando che i borghi continuano a custodire una straordinaria capacità di emozionare quando vengono abitati dalla bellezza.
Le note dei Tarantajonica hanno acceso la piazza con la forza della musica popolare, quella che nasce dalla terra e parla direttamente al cuore. Ogni ritmo, ogni melodia sembrava riportare alla memoria antiche feste di paese, quando bastavano una piazza, degli strumenti e la voglia di stare insieme per sentirsi parte di una grande famiglia.
A seguire, gli Antigua hanno accompagnato il pubblico in un percorso musicale intenso e raffinato, fatto di sonorità capaci di creare atmosfere suggestive e di regalare momenti di autentica partecipazione. Due linguaggi diversi, un'unica emozione: quella di una comunità raccolta intorno alla musica.
Il lungo applauso del pubblico al termine delle esibizioni è stato il segno più autentico del successo della manifestazione. Non soltanto per la qualità artistica proposta, ma perché "La Notte di San Felice" è riuscita a creare ciò che oggi è sempre più prezioso: un'occasione per incontrarsi, condividere emozioni e riscoprire il valore dello stare insieme.
Un risultato reso possibile anche grazie alla collaborazione tra l'Associazione La Radice Sociale APS e il Comune di Montepaone, al quale va il ringraziamento degli organizzatori per il patrocinio concesso. Un pensiero particolare è stato rivolto al sindaco Mario Migliarese, che ha sostenuto convintamente l'iniziativa, riconoscendone il valore culturale e sociale.
Le prime edizioni hanno sempre un significato speciale. Sono un atto di coraggio, una scommessa sul futuro. E quella di Montepaone può dirsi vinta. Perché quando una piazza torna a riempirsi di persone, quando la musica diventa occasione di incontro e quando un borgo riscopre il piacere di raccontarsi attraverso la cultura, nasce qualcosa che va oltre il semplice successo di un evento.
Nasce un nuovo pezzo di memoria collettiva. E se il futuro de "La Notte di San Felice" saprà conservare questo spirito, allora Montepaone avrà conquistato non solo un nuovo appuntamento dell'estate, ma una tradizione destinata a crescere, anno dopo anno, nel cuore della sua gente.
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