
E’ madre di due figlie disabili e incapaci di camminare, eppure le è stato assegnato un alloggio comunale posto al quarto piano di un palazzo senza ascensore e nonostnate abbia chiesto ripetutamente al Comune di Catanzaro il cambio di alloggio, nulla sarebbe accaduto. E così ha notificato attraverso l’avv. Francesco Pitaro diffide, trasmesse anche al Prefetto di Catanzaro, che aveva invitato il Comune di Catanzaro a individuare tempestivamente un alloggio idoneo.
Ma nemmeno ciò è servito. Da qui l’ultimo atto di diffida dell’Avv. Francesco Pitaro. “La signora - si legge nell'atto - è vedova e madre di due figlie gravemente disabili e affette da “Atassia Cerebellare” e incapaci di deambulare; alle stesse è stato assegnato dal Comune di Catanzaro un alloggio popolare posto al quarto piano di un palazzo senza ascensore e sito in Catanzaro alla Via Mattia Preti N. 3".
"Si tratta di alloggio, come può cogliersi con tutta evidenza, non idoneo per le due figlie disabili che sono incapaci di camminare e che riescono, pertanto, a raggiungere l’alloggio al quarto piano con grandissime difficoltà" e per questo la signbora "con atto del 29/4/2024 (e cioè oltre due anni fa) ha chiesto il cambio alloggio e con atti del 27/1/2026, 17/2/2026 e 7/3/2026 ha chiesto al Comune di Catanzaro di prendere atto della impraticabilità dell’immobile assegnato, essendo quest’ultimo posto al quarto piano di un palazzo senza ascensore, e di assegnare altro immobile segnalando anche la presenza di un immobile posto al piano terra dello stesso palazzo in cui vive attualmente la famiglia che permetterebbe alle figlie, entrambe disabili e incapaci di deambulare, di poter accedere con più facilità in casa".
"Le tre richieste non hanno sortito alcun esito positivo avendo il Comune di Catanzaro mantenuto una intollerabile condotta omissiva e , le condizioni medico/fisiche di una delle figlie dell’istante sono ultimamente peggiorate". Da qui la richiesta di intervento "con atto del 15/4/2026 al Prefetto di Catanzaro cha tempestivamente ha riscontrato l’atto trascritto integralmente: “E’ pervenuta all’attenzione di questa Prefettura documentazione afferente alla situazione della sig.ra Concetta Mancuso, vedova e madre di due figlie in condizioni di grave disabilità, entrambe incapaci di deambulare, assegnatarie di un alloggio popolare ubicato al quarto piano di uno stabile privo di ascensire. Dalla disamina degli atti emerge un quadro di straordinaria gravità, connotato da profili di evidente criticità sotto il versante umano, sociale e sanitario, che non può giustificare, a livello collettivo, e anche da parte di chi ha una competenza specifica in materia, ulteriori ritardi, né tantomeno, il permanere di condotte inerti. La persistente permanenza del predetto nucleo familiare in un immobile oggettivamente non accessibile e non compatibile con le condizioni delle persone ivi residenti determina, infatti, una situazione di concreto e attuale pregiudizio per diritti fondamentali della persona, incidendo direttamente sulla dignità, sulla salute e sulle essenziali condizioni di vita delle interessate. Il quadro risulta ulteriormente aggravato dalla circostanza che, nonostante le reiterate istanze già avanzate per il cambio dell’alloggio e nonostante la conclamata inidoneità della sistemazione assegnata, allo stato non risulta essere stata adottata una soluzione effettiva, adeguata e tempestiva. Dalla documentazione trasmessa, si evince, inoltre, un recente aggravamento delle condizioni di una delle figlie, tale da rendere ancora più evidente l’assoluta improcrastinibilità di un intervento risolutivo. Non può sfuggire che il protrarsi di una simile situazione, a carico di soggetti in condizioni di particolare fragilità, si pone in insanabile contrasto con i principi di tutela sostanziale della persona e con i doveri di protezione e presa in carico. In casi come quello in esame corre l’obbligo segnalare come l’azione amministrativa non possa arrestarsi dinanzi a ritardi procedimentali o burocratici, né può ritenersi sufficiente il mero richiamo a futuri aggiornamenti istruttori, laddove sia già attuale una condizione abitativa gravemente lesiva dei diritti delle persone coinvolte. In caso come quello in esame diventa urgente rinvenire ogni iniziativa finalizzata al superamento della situazione segnalata, mediante l’individuazione di una sistemazione abitativa effettivamente idonea, accessibile e coerente con le condizioni di disabilità delle persone interessate, anche ricorrendo eventualmente agli strumenti amministrativi derogatori che l’Ordinamento mette a disposizione. In tale quadro, l’esposizione protratta al pregiudizio dei diritti fondamentali di soggetti particolarmente vulnerabili induce pertanto questo Ufficio a seguire la vicenda con la massima attenzione, assicurando la disponibilità anche a momenti di confronto con tutti gli attori istituzionali investiti oltre che da specifiche competenze anche da precise responsabilità, per arginare una condizione che colloca il nucleo familiare in un quotidiano stato di compressione della libertà di movimento, emarginazione di fatto e grave disagio personale e sanitario. Si resta in attesa di urgente riscontro”.
Una nota inviata che il Prefetto di Catanzaro ha invitato il Comune di Catanzaro e Aterp alla luce delle condizioni di vulnerabilità delle donne coinvolte e della completa inadeguatezza dell’alloggio assegnato, ma nonostante sia trascorso oltre un mese "d oggi, purtroppo, il nucleo familiare è ancora collocato nel detto inidoneo alloggio popolare comunale con aggravamento della situazione di emarginazione delle incolpevole donne disabili; la condotta del Comune di Catanzaro è ancor più grave se solo si pensa che l’ente comunale ha finanche ignorato e continua ad ignorare l’invito rivoltogli dal Prefetto di Catanzaro con la Nota del 17/4/2026 di assegnare al nucleo familiare de quo un alloggio idoneo tenuto conto delle condizioni di disabilità delle ragazze che non possono uscire per l’assenza dell’ascensore.
Da qui la diffida al Comune di Catanzaro," in persona del Sindaco in carica p.t., il Settore Politiche Sociali del Comune di Catanzaro, l’Aterp Calabria, in persona del lrpt, anche in esecuzione della Nota prefettizia N. 38948 del 17/4/2026, ad oggi inapplicata, a voler, entro e non oltre sette giorni dal ricevimento del presente atto, assegnare all’istante e alle di lei due figlie disabili, e incapaci di deambulare, un alloggio che sia compatibile con le condizioni fisiche e le patologie gravi da cui sono affette le due figlie dell’istante, tenendo in considerazione l’esistenza di un alloggio posto al piano terra del palazzo in cui risiede oggi la famiglia dell’istante" riservandosi "decorso inutilmente il termine assegnato, di depositare una Querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro direttamente nei confronti dei soggetti responsabili per il reato di omissione e per ogni altra eventuale ipotesi di reato riscontrabile e di svolgere azione risarcitoria direttamente e personalmente nei confronti dei soggetti, addetti agli Uffici pubblici, che hanno contra ius omesso di dare applicazione alla Nota prefettizia e che continuano a non assegnare un alloggio idoneo mantenendo ingiustamente l’istante e le due figlie disabili in un alloggio inidoneo e lesivo e dannoso per le stesse. Il presente atto è trasmesso anche al Prefetto di Catanzaro affinchè quest’ultimo prenda atto che, ad oggi, il corretto invito dello stesso al Comune di Catanzaro e all’Aterp non ha sortito l’effetto dovuto e che, ad oggi, ad oltre un mese dalla sua Nota, nessun alloggio idoneo è stato assegnato all’istante”.
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