
Una recinzione metallica permanente con paletti conficcati nel terreno e cartelli di "Proprietà privata" sarebbe comparsa all'interno della pineta protetta di via Aiace, nel territorio di Squillace, ricadente nella Zona Speciale di Conservazione dell'Oasi di Scolacium. A denunciare la vicenda è il Codacons, che parla di un presunto caso di occupazione di un bene comune e annuncia di aver già attivato le autorità competenti.
Secondo il Codacons, "il territorio non si perde tutto in una volta, si perde a pezzi. Un cartello oggi, una recinzione domani, e un pezzo di bene comune viene strappato ai cittadini nell'assoluto silenzio. È il solito, insopportabile modus operandi che soffoca la Calabria: occupare prima, recintare dopo in attesa che la comunità si rassegni o si giri dall'altra parte". Sempre secondo l'associazione, "questa volta il meccanismo della prepotenza si è inceppato".
Il Codacons sostiene che "nel cuore della Zona Speciale di Conservazione dell’Oasi di Scolacium, all'interno della pineta protetta di via Aiace a Squillace, è comparsa una recinzione metallica permanente con paletti conficcati nel terreno e cartelli di 'Proprietà privata'. Un vero e proprio muro che ha reso 'privato' un ecosistema fragile che appartiene a tutti noi".
L'associazione riferisce di aver chiesto formalmente chiarimenti all'Ente per i Parchi Marini Regionali Calabria. In merito, il Codacons afferma che "la risposta dell'Ente è stata una sentenza: per quell'intervento non è mai stato richiesto né rilasciato alcun parere, nulla osta o autorizzazione. L'opera è totalmente priva di titoli abilitativi. È, quindi, abusiva".
Sulla base di tali elementi, il Codacons rende noto di aver depositato una denuncia, chiedendo "il sequestro e la rimozione coatta della struttura".
L'associazione riferisce inoltre che, successivamente alla denuncia, "la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha avviato una 'istruttoria urgente'". Sempre secondo il Codacons, "con un atto formale, i vertici dell'organo ministeriale hanno inviato un vero e proprio ultimatum al Comune di Squillace. La Soprintendenza esige l’immediata individuazione catastale delle particelle, la verifica di tutti i vincoli violati (ambientali, paesaggistici e ZSC Natura 2000) e chiede conto delle attività di vigilanza edilizia, riservandosi l’adozione delle sanzioni penali e amministrative previste dal Codice dei Beni Culturali".
"Un’area protetta non si recinta con l'arroganza del fatto compiuto - sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons - chi ha piantato quei paletti deve capire che la Calabria non è una terra di conquista e che i beni comuni non si toccano".
"L'ambiente è la nostra unica, vera ricchezza: tollerare questo scempio significherebbe arrendersi alla cultura del sopruso - prosegue Di Lieto - ed è per questo che pretendiamo il sequestro immediato della recinzione e il ripristino della legalità".
Il Codacons conclude lanciando un appello alle istituzioni e ai cittadini: "Non possiamo più permetterci il lusso dell'indifferenza. È il momento di reagire collettivamente a un sistema che consuma e recinta la nostra terra un pezzo alla volta. Il silenzio, di fronte a chi si appropria di una pineta pubblica, non è prudenza, è complicità. Ora la palla passa al Comune di Squillace e agli organi inquirenti: pretendiamo che quella rete venga abbattuta subito e che l'Oasi di Scolacium torni a respirare, libera e di tutti".
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