
“Domenica 22 e lunedì 23 marzo, attraverso il referendum siamo chiamati a esprimerci su una riforma che interviene in modo profondo su uno dei pilastri dello Stato: la giustizia. Non è un passaggio qualunque. È una scelta che riguarda l’equilibrio tra i poteri, le garanzie dei cittadini e, in ultima analisi, la qualità della nostra democrazia. Io scelgo di votare No. Non per conservatorismo, ma per responsabilità”. È quanto afferma il consigliere regionale, Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”.
“Modificare la Costituzione richiede condivisione ed equilibrio. Non può essere il frutto di una maggioranza politica del momento, soprattutto quando si interviene su uno dei tre poteri dello Stato. La Costituzione non è un terreno di scontro, ma il luogo delle regole comuni – afferma ancora Bruno -. Nel merito, questa riforma non affronta i problemi reali della giustizia: i tempi lunghi dei processi, la carenza di personale, la mancanza di risorse e strumenti. Criticità evidenti, soprattutto in territori come il nostro, che non vengono risolte da modifiche di assetto istituzionale”.
“Al contrario, il rischio è quello di indebolire l’autonomia della magistratura e di alterare l’equilibrio tra i poteri, introducendo meccanismi che potrebbero esporre il sistema giudiziario a maggiori pressioni politiche. Un rischio che non possiamo permetterci. La separazione delle funzioni, già oggi esistente, garantisce equilibrio e imparzialità. I casi concreti dimostrano che il sistema, pur con limiti e criticità, è in grado di distinguere tra accusa e giudizio. Non è perfetto, ma è presidio di libertà. C’è poi un punto che non può essere ignorato: la giustizia non si rafforza indebolendo chi è chiamato ad amministrarla, ma investendo su competenze, organizzazione e indipendenza. Senza questo, ogni riforma rischia di restare una costruzione teorica lontana dalla realtà”, sottolinea ancora il capogruppo di “Tridico Presidente”.
“Votare No significa anche affermare un principio più ampio: prima di cambiare la Costituzione, dovremmo impegnarci ad attuarla pienamente. È lì che si trovano già i valori e gli strumenti per una giustizia più equa. Votare No significa scegliere di non indebolire questi principi. Significa difendere un’idea di giustizia che non sia piegata agli equilibri del momento, ma resti ancorata ai diritti e alle garanzie di tutti. Perché la democrazia si rafforza quando le regole sono condivise. E la Costituzione, prima di cambiarla, va rispettata e attuata”, conclude Bruno.
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