
Si è svolto nel pomeriggio di venerdì 13 marzo un partecipato incontro pubblico dedicato al tema della riforma della giustizia e del referendum, promosso dal circolo intercomunale di Fratelli d’Italia di San Pietro a Maida, Maida e Curinga. L’evento ha visto la presenza di esponenti politici, professionisti e cittadini interessati ad approfondire i contenuti della riforma e il suo impatto sul sistema giudiziario italiano.
Ad aprire i lavori è stato Rinaldo Pasquale, coordinatore del Circolo Intercomunale, che ha ringraziato i presenti, gli ospiti intervenuti e i simpatizzanti del circolo per la partecipazione. Nel suo intervento introduttivo ha richiamato lo slogan che accompagna il referendum, “chi sbaglia paga”, sottolineando l’importanza di un confronto pubblico su un tema centrale per la democrazia e per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Successivamente ha preso la parola Andrea Davoli, componente della segreteria provinciale di FDI, che ha espresso un ringraziamento agli ospiti e ha avviato una riflessione sul rapporto tra cittadini e sistema giudiziario. Ha evidenziato come, nella percezione diffusa, la giustizia oggi non venga sempre considerata pienamente equa e imparziale. Secondo il suo intervento, una riforma del sistema giudiziario sarebbe necessaria proprio per rafforzare la fiducia dei cittadini e garantire una giustizia più efficiente e credibile. Ha inoltre sottolineato come il dibattito sulla riforma si sia spesso trasformato in uno scontro politico tra favorevoli e contrari, allontanandosi talvolta dal merito delle questioni.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Bruno Rachiele, studente di Giurisprudenza che ha portato la prospettiva delle nuove generazioni. Nel suo contributo ha evidenziato come molti giovani abbiano progressivamente perso fiducia in diverse istituzioni, ma ha sottolineato l’importanza che la giustizia resti un pilastro credibile dello Stato, fondata su equità, imparzialità e responsabilità.
Un approfondimento tecnico è stato offerto dall’avvocato Giulia Bifano, coordinatrice del comitato Sì Riforma di Lamezia Terme, che ha illustrato gli aspetti giuridici della riforma. Nel suo intervento ha definito il progetto come una riforma attesa da oltre trent’anni, sostenendo che oggi esistano le condizioni per portarla a compimento. Ha ribadito come la riforma non sia “contro i magistrati”, ma piuttosto a favore di un sistema più equilibrato. Tra i punti centrali evidenziati figurano la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, per garantire un giudice realmente terzo e imparziale, e il tema del sorteggio nella composizione degli organi di autogoverno della magistratura, richiamando anche riferimenti già presenti nella Costituzione. Secondo Giulia Bifano, tali strumenti servirebbero a limitare il peso delle correnti interne e a rafforzare l’autonomia effettiva dei magistrati.
A seguire è intervenuto l’onorevole Alfredo Antoniozzi, deputato di FDI, che ha ringraziato gli organizzatori per l’invito. Nel suo intervento ha ricordato come il tema della riforma della giustizia abbia radici lontane, risalenti già agli anni Ottanta con le modifiche al processo penale introdotte dalla legge Vassalli. Antoniozzi ha sottolineato che molte delle riforme discusse oggi rappresentano il tentativo di completare un percorso rimasto a lungo incompiuto. Ha inoltre evidenziato come il sistema del sorteggio possa contribuire a ridurre il peso delle correnti all’interno della magistratura e ha richiamato alcuni passaggi storici del rapporto tra politica e giustizia in Italia.
Nel suo intervento conclusivo, l’onorevole Wanda Ferro, sottosegretaria al Ministero degli Interni, ha sottolineato come il confronto sulla riforma della giustizia sia spesso avvenuto più nei talk show che nelle sedi istituzionali, parlando di una comunicazione pubblica talvolta caratterizzata da polemiche e informazioni distorte. Ferro ha ricordato alcuni casi di malagiustizia, citando dati su persone coinvolte in procedimenti giudiziari conclusi con assoluzioni dopo anni di processi o detenzione. L’On. Ferro ha ribadito che la riforma si concentra su alcuni punti chiave; tra cui la separazione delle carriere, la revisione degli organi di autogoverno della magistratura e l’istituzione di strumenti di verifica per il lavoro dei magistrati. L’obiettivo della riforma è quello di rafforzare la fiducia dei cittadini nella giustizia, garantendo al tempo stesso rispetto per chi esercita la funzione giudiziaria e per i cittadini che chiedono processi equi e tempi certi. È stato anche ricordato il sacrificio dei magistrati che hanno perso la vita per difendere lo Stato, tra cui Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della lotta alla mafia e del valore della giustizia nel nostro Paese.
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