Referendum Giustizia, Curcio: “Studenti e lavoratori fuori sede dimenticati”

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  18 marzo 2026 08:54

di ENNIO CURCIO*

Ai margini della riforma costituzionale è passata, quasi sotto "silenzio", una condotta grave del Governo.I fuori sede, cioè quelli che vivono o studiano fuori dal proprio collegio elettorale di residenza, se vorranno votare dovranno pagarsi le spese di viaggio. Scelta politica che danneggia sopratutto i giovani del sud che, storicamente, sono sempre di più tra i fuorisede, in "barba" a chi si riempie la bocca del loro primato. Quindi, riassumendo, secondo il Governo per i fuori sede è più importante votare per i presidenti di regione oppure per il parlamento, anziché per cambiare la Costituzione.  Questo la dice "lunga" su quanto davvero sia considerato il voto di decine di miagliaia di giovani maggiormente interessati alla riforma, visto che impatterá sul loro prossimo futuro, già difficile. Ma si sa: il potere non ama chi pensa con la propria testa e chi studia, perché non è manipolabile, non si accontenta di slogan, ma ricerca le ragioni ed i limiti di ogni cambiamento, specie quando si tratta della nostra Costituzione.

Su questa "vigliaccata" del governo, contro i giovani ed i lavoratori fuori sede non ho sentito, purtroppo, un "mea culpa" dai promotori del referendum, i quali  hanno commesso l'ulteriore errore di pensare, essendo la materia troppo complessa per farla decidere al popolo, di  "sfoltirlo" dai piú attrezzati intellettualmente. In tal modo ovverosia, ostacolando di fatto   un dibattito sociale e costituzionale maggiormente consapevole e  condiviso ed  affidandolo, invece, ad altre categorie di elettori che spesso e loro malgrado, hanno il problema di arrivare a fine mese. Molti di quest'ultimi elettori però, finiranno per non andare a votare  mentre, altri ancora,si affideranno a slogan politici per trasformare la modifica della Carta dei diritti e dei valori comuni, in un plebiscito per questo o quel presunto leader del momento.

 Ma, la Costituzione resta i capi - popolo spariscono. Per fortuna non tutto è perduto, andiamo a votare e ricordiamogli che la Costituzione della Repubblica Italiana é antifascista e figlia di interminabili ore di studio e lavoro che portarono alla nascita di uno Repubblica democratica in cui il diritto di voto, non puoi mai essere riconosciuto in base al reddito, altrimenti diventa una sorta di ricatto economico del governo in carica.

*avvocato


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