Reggio Calabria, intervista al dottor Festicini sull'intelligenza artificiale nell’uso medico

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Reggio Calabria, intervista al dottor Festicini sull'intelligenza artificiale nell’uso medico


  25 gennaio 2026 09:55

L'intervista al dottor Lorenzo Festicini sull'intelligenza artificiale nell'uso medico:


L’uso dell’intelligenza artificiale in sanità solleva anche dubbi e timori. Ci sono aspetti critici da considerare?
«È giusto parlarne con chiarezza. Il primo timore è che la tecnologia possa sostituire il professionista, ma nella riabilitazione uditiva accade esattamente il contrario. Senza una valutazione accurata, senza un supporto umano costante e senza un percorso di adattamento guidato, anche l’apparecchio più avanzato non offre risultati soddisfacenti. L’AI è uno strumento potente, non una soluzione magica. Un secondo aspetto riguarda la gestione dei dati. Gli apparecchi connessi raccolgono informazioni sull’uso quotidiano e sugli ambienti sonori frequentati. È fondamentale che questi dati siano trattati nel rispetto della privacy e della sicurezza, e i sistemi che utilizziamo sono progettati proprio per proteggere l’identità dell’utente e utilizzare le informazioni esclusivamente a fini clinici. Infine, bisogna evitare aspettative irrealistiche. L’intelligenza artificiale migliora in modo significativo la qualità dell’ascolto, ma non restituisce un udito “perfetto”. Parte del nostro lavoro è aiutare il paziente a capire cosa può realisticamente aspettarsi e accompagnarlo passo dopo passo nel percorso di adattamento».

Guardando al futuro, come immagina l’evoluzione dell’AI nella riabilitazione dell’udito?

«Vedremo dispositivi sempre più piccoli, discreti e potenti, capaci di integrarsi con strumenti di uso quotidiano come smartphone, televisione, computer e piattaforme di videoconferenza. L’intelligenza artificiale diventerà sempre più predittiva, anticipando le esigenze della persona e ottimizzando l’ascolto in modo quasi automatico. Mi aspetto anche un grande sviluppo della tele-assistenza. Già oggi, in alcuni casi, possiamo intervenire a distanza sulle impostazioni degli apparecchi. In futuro questo tipo di supporto sarà sempre più diffuso, con vantaggi enormi soprattutto per le persone anziane o con difficoltà di movimento».

Un messaggio finale per chi ha un problema uditivo ma continua a rimandare una visita?

«Il vero salto di qualità non è solo tecnologico, è di vita. Sentire meglio significa comunicare meglio, ridurre l’isolamento, partecipare con più serenità alla vita sociale e lavorativa. Oggi, grazie anche all’intelligenza artificiale, abbiamo strumenti molto più efficaci, confortevoli e personalizzabili rispetto al passato. Il primo passo però resta sempre lo stesso: riconoscere il problema e rivolgersi a un professionista di fiducia. Da lì in poi, il percorso si costruisce insieme».


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.