Regionali. Jasmine Cristallo: "Costernazione per dichiarazioni di Bruni e de Magistris. Unità da praticare non predicare"

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images Regionali. Jasmine Cristallo: "Costernazione per dichiarazioni di Bruni e de Magistris. Unità da praticare non predicare"
Jasmine Cristallo
  19 agosto 2021 21:58

di JASMINE CRISTALLO

L'unità è un valore da praticare e non da predicare, ecco perché le dichiarazioni odierne di Amalia Bruni appaiono fuori luogo e cariche di politichese, di certo non finalizzate a creare una ricomposizione dell'area politica del centrosinistra calabrese. La disponibilità a un ragionamento unitario prima di chiederla, la si dà. Io mi sarei aspettata, che Amalia Bruni  dichiarasse il proprio convinto passo di lato  per agevolare un confronto necessario e urgente fra tutti i protagonisti di uno schieramento sempre di più votato alla sconfitta, l'irrilevanza e alla definitiva consegna della Calabria alla peggiore destra d'Italia. Lo ha annunciato Oliverio, il passo di lato, non si capisce perché non lo faccia Amalia Bruni.

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La candidatura della dottoressa Bruni, ultima di un’intensa e mortificante attività di casting durata mesi e condotta in maniera scellerata dal commissario Graziano e da Boccia,   non porta con sé i valori della partecipazione, dell’inclusione e dell’unità perché figlia di un percorso solitario gestito da un’oligarchia ben nota che ha ostinatamente marginalizzato ampi settori della sinistra calabrese a partire da molti iscritti allo stesso PD. Affermare, continuamente, di voler diventare “il medico dei calabresi” assume connotati incomprensibili, che, vista anche la sua specialità, rasentano un’offesa gratuita verso le tante e diffuse e sane  competenze e intelligenze che questa terra esprime. Eguale costernazione suscita l'ostinato arroccamento di De Magistris, che prosegue in un cammino di autodistruzione della comunità della sinistra calabrese, sordo a qualunque formula di confronto e dialogo, caparbiamente ancorato a un progetto che ha come unico approdo la conferma del centrodestra alla guida della Regione.?Negli scorsi giorni la comunità di Palmi ha cacciato con fierezza  il padano  Salvini.

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È dalla città di Catanzaro, dalla mia città, che è partita quella che i media hanno denominato “La rivolta dei balconi”. Sono tante le ragioni per cui non posso accettare che egoismi e personalismi consegnino la mia gente alla peggiore esperienza fascioleghista che si sta sperimentando in Calabria. Trovo altrettanto incomprensibile la dichiarazione diffusa dall’entourage di De Magistris che tiene a sottolineare la natura non prettamente di sinistra di quella coalizione, rivendicando candidature e varie interlocuzioni di destra. 

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Mi chiedo, a questo punto, se quegli  intellettuali che hanno sottoscritto appelli a favore di De Magistris, sperando in una rivoluzione di sinistra, trovino coerenti con la loro  storia e le loro lotte queste “aperture” alla destra che si tradurranno in concrete candidature, come provare a conciliare figure ideologiche ma all'opposto come l'ex Alleanza Nazionale  Angela Napoli messa “accanto” a Mimmo Lucano. 

 Tutto questo è normale? 

È un interrogativo a cui dare risposta in nome della Calabria e di un futuro di riscatto che oggi siamo tutti chiamati a scrivere. 

 

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