Regionali. Jasmine Cristallo: "Ventura scelta in modalità centralizzata. Il mio sforzo è per creare uno schieramento alternativo e unitario"

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images Regionali. Jasmine Cristallo: "Ventura scelta in modalità centralizzata. Il mio sforzo è per creare uno schieramento alternativo e unitario"
Jasmine Cristallo a Titolo V
  07 luglio 2021 17:18

di JASMINE CRISTALLO

"La ricostruzione svolta da “Il Foglio” sulle vicende elettorali del centrosinistra calabrese, così come esplicitate a partire dal “passo di lato” di Maria Antonietta Ventura, è generica nella resa del quadro politico generale, parziale per quanto attiene allo stato del Pd regionale e della coalizione, infondata nella sequenza di cause ed effetti, velenosa nell’attribuire a me personalmente e al movimento delle Sardine poteri censori sulle candidature di chicchessia. Le mie critiche, rese pubblicamente e senza alcuna mediazione, erano e sono esclusivamente di natura POLITICA, ovvero rispondono e rispondevano a una domanda sorta spontanea in chiunque fin dall’istante successivo all’annuncio ufficiale da parte di Pd e M5s della candidatura Ventura, giunta in modalità centralizzata, calata dall’alto e avulsa da ogni dibattito politico, rispondente alle richieste del “casting” perché donna, civica e industriale, che dice di “essere né di destra né di sinistra” ma appartenente a una famiglia che ha sempre guardato a destra; come può questo profilo rappresentare lo schieramento progressista da contrapporre a una destra che si presenta in Calabria tanto compatta quanto passatista? 

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Ora, Il Foglio attribuisce alla mia contrarietà gran parte se non tutta la responsabilità del venir meno della candidatura Ventura così come della situazione di impasse in cui si trovano Pd, M5s e Leu, sottacendo due circostanze invece dirimenti. La prima, riguardo la rinuncia di Maria Antonietta Ventura, nel momento in cui non si fa il minimo accenno alle motivazioni addotte dalla diretta interessata, in merito a circostanze estranee alla sua persona che potrebbero ingenerare indebite strumentalizzazioni in campagna elettorale. È di dominio pubblico che il riferimento è al pervenire di una seconda interdittiva antimafia nei confronti di un consorzio di imprese al quale partecipa il gruppo di famiglia, in un quadro già compromesso da un potenziale pesante conflitto di interessi. 

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La seconda circostanza taciuta è il quadro politico, nel quale il Pd calabrese, falcidiato da conflitti interni e anestetizzato da tre anni di commissariamento, non riesce a trovare energia e autorevolezza tali da diventare attrattore di un largo apporto di forze progressiste e popolari che pure esistono e vogliono essere rappresentate. Il mio sforzo è da mesi quello di favorire l’esprimersi e il concretizzarsi di questo schieramento alternativo e reale, unitario e combattivo, partecipato e inclusivo. Si è scelta un’altra strada, quella dell’autoreferenzialità e della devoluzione ad altri di responsabilità che attengono in primis a una grande forza democratica quale si prefigge di essere il partito guidato da Enrico Letta. 

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Il Foglio, nel ricostruire la vicenda, si è abbeverato a quelle stesse fonti che da tempo hanno contribuito ad avvelenare i pozzi del dialogo e della condivisione di obiettivi nel centrosinistra calabrese e non solo".

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