Regionali. Speziali (Federazione Popolare dei Democratici Cristiani): "L'assemblea legislativa non sia uno sterile 'addobbo'"

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Vincenzo Speziali
  21 settembre 2021 17:55

"La campagna elettorale a cui partecipiamo  attraverso i candidati di riferimento - i quali hanno una matrice moderata e che si riconoscono nella Federazione Popolare dei Democratici Cristiani -  e a sostegno sincero, oltre che convinto, di Roberto Occhiuto presidente, ci vede impegnati anche con la forza delle nostre idee. Difatti ho sempre dichiarato che avremmo dovuto considerare la prossima legislatura come costituente, quindi dopo aver lanciato la proposta di istituire la norma che prevede l'incompatibilità diretta e indiretta di utilizzo o impiego, nelle strutture degli eletti o degli Assessori Regionali, dei Consiglieri Comunali dei grandi centri e delle Città Capoluogo, i quali a loro volta per motivi più disparati non sono stati eletti o non hanno trovato all'ultimo minuto utile posto nelle liste, con coerenza, avanzo un ulteriore punto programmatico, ovvero sia quello della sfiducia costruttiva".

E' quanto si legge in una nota di Vincenzo Speziali, Coordinatore regionale della Federazione Popolare dei Democratici Cristiani.

"Per una forma di rispetto verso l'elettorato e normale buon senso, - prosegue - valuto necessario proporre ciò, proprio alfine di rilanciare la buona politica e l'ossequio nei confronti delle istituzioni, facendo perciò ritornare l'Assemblea Legislativa Regionale, il motore dell'Ente Locale ed evitare che sia, come ha ben detto l'Onorevole Mario Tassone, uno sterile "addobbo". Un Consiglio Regionale, non può e non deve finire in assenza di un Presidente della Giunta eletto, per qualsiasi disparato motivo, anzi deve godere di autonomia e autorevolezza, proprio per meglio garantire i cittadini rappresentati e le funzioni espresse nella Costituzione, ai Consiglieri Regionali".
 
"Per prima cosa, dovremmo prevedere, persino una sfiducia costruttiva, chiaramente non vincolata agli schieramenti (quindi pure a quello vincente), poiché se in corso d'opera sorgessero problematiche, anche per una necessità di "salute pubblica", il Consiglio Regionale deve riappropriarsi delle facoltà di trovare al suo interno proposte e soluzioni migliorative, senza il giogo limitatorio del ritorno alle urne, come poena capitis. Tutto ciò accrescerebbe il senso del dovere per gli eletti e sarebbe, al tempo stesso, - conclude - per loro uno degli elementi valutativi qualificanti, affinché la gente, nelle successive tornate elettorali, possa formarsi un giudizio completo, per meglio esprimere il diritto di voto, espressione saliente della democrazia".

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