Regione. Occhiuto, un presidente di parola: la "rivoluzione" in Calabria è iniziata. Opposizioni ancora divise

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images Regione. Occhiuto, un presidente di parola: la "rivoluzione" in Calabria è iniziata. Opposizioni ancora divise
Roberto Occhiuto
  09 novembre 2021 15:40

di ENZO COSENTINO

In Calabria è iniziata la “rivoluzione”. Politica, economica e sociale. Sulle “barricate” sventolano tante bandiere. Auspicabile per il bene di tutti che non stiano in mano a “banderuoli di professione”.  Il parto della prima Giunta regionale dell’era Roberto Occhiuto è avvenuto nei tempi che il presidente aveva promesso, ma non sarà stato indolore. Di tagli, rispetto alle aspettative nell’ambito della maggioranza che sostiene il Governo regionale (di centrodestra), ne ha dovuto pur fare. Qualche partito è rimasto alla finestra nella distribuzione degli incarichi di esecutivo. Una Giunta di alto profilo? Le condizioni sulla carta ci sono, ma meglio attendere i fatti.

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LEGGI QUI. Occhiuto presenta la Giunta. Alla Lega la presidenza del Consiglio (I NOMI)

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I fatti! Già i fatti perché questo vogliono le popolazioni calabresi e la Calabria non può attendere oltre anche perché potrà essere utilizzata una valanga di euro. Anche se va detto, mai tanti per risarcire una Terra che nei programmi della politica nazionale e regionale di qualsiasi tendenza fossero è rimasta sempre a guardare. Ora il salto di qualità. Bisogna allora ripartire subito e alla grande. Come dice lo stesso presidente Occhiuto, che ha già saputo capitalizzare il suo charme da politico navigato qual è.

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Il commissariamento della sanità restituito alla politica in tempi brevissimi è un dato ineccepibile. Super lavoro, dunque, per il neo presidente e commissario della Sanità per guidare la rivoluzione calabrese. Tornando alla Giunta. La scelta - forse la più coraggiosa  fatta dal presidente - è quella di Giusy Princi (FI), cui è stato assegnato un pacchetto di deleghe veramente pesanti. In testa a tutte, vicepresidenza della Giunta e Bilancio. Una bella sfida!

Occhiuto ha privilegiato - non per questo deve essere tacciato di egoismo - il suo partito, FI. Con altri due assessori azzurri come Gianluca Gallo, una riconferma che era legittimamente scontata, e Rosario Varì, avvocato e politico vibonese, per la soddisfazione del coordinatore regionale forzista, il senatore Giuseppe Mangialavori. Scontata anche la riconferma in esecutivo di Fausto Orsomarso, con le identiche  deleghe al Turismo, Marketing territoriale e Mobilità. E non è mancato un riconoscimento, dovuto e necessario, per Catanzaro, Capoluogo di Regione. La presidenza del Consiglio per il leghista Filippo Mancuso e l’assessorato a Filippo Pietropaolo (FdI) già consigliere regionale nella passata legislatura e non riletto nell’ultima competizione elettorale.

Manca l’ultimo tassello per un assessorato importante che Occhiuto conferirà nelle prossime ore. Potrebbe essere uno “straniero” in Patria.  O soltanto di uno “straniero che avrebbe indubbie qualità manageriali. Le assicurazioni del presidente sono che si tratta di un elemento di valore e con notevole esperienza. Insomma, l’uomo di massima fiducia.  

Questo è il quadro organico del nuovo governo della Calabria atteso al varco dalle opposizioni di centrosinistra e autonome come sarà quella della squadra che rappresenterà in Consiglio il movimento di Luigi de Magistris. Opposizioni che sembrano destinate a rimanere ancora diverse e separate. La “rivoluzione” in Calabria, dunque, è iniziata!

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