Revoca dei fondi "Dopo di noi" a Catanzaro, Cirillo (Ave Ama): "Deludente per i disabili che aspettavano un cambio di passo"

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  27 gennaio 2026 11:22

"Un pollaio, non la riunione di un Consiglio Comunale che aspettavamo e che avrebbe dovuto affrontare un problema delicato che interessa la parte più fragile, abbandonata e sola della popolazione. Nessuno degli intervenuti, assessore compreso, ha dimostrato di conoscere, se non vagamente, la problematica posta all’ O del G. Difatti, in quasi tutti gli interventi, sono stati citati possibili impieghi di queste risorse che nulla c’entrano con quanto è previsto dalla Legge 112/216 fondo “Dopo di Noi”. Dopo di noi, appunto.

Risorse che debbono essere impiegati a favore di persone disabili che non hanno la possibilità di avere assistenza nell’ambito famigliare, destinati ai disabili gravi, non supportati da genitori e dalla rete parentale che sopperisce quasi sempre alle carenze di assistenza da parte degli Enti pubblici. Disabili che non hanno mezzi sufficienti per convivere decentemente con le loro disabilità! Corrispondendo, non alla “Carità” di qualcuno, ma, facendo riferimento da parte dello Stato a quanto previsto dalla “carta dei Diritti dei disabili delle Nazioni Unite, lo stesso, si impegna a fornire gli aiuti necessari , affinché siano messi nelle condizioni di non finire “in mezzo alla strada“ di abitare in autonomia quando decidono di non accettare il ricovero in RSA, di poter disporre di aiuti per svolgere le funzioni elementari per vivere, di poter aver un accesso garantito alle cure, alla mobilità e alle strutture di svago cultura alla vita sociale, al pari di ogni altra persona.

Perciò, non serve dire, come ha fatto nella sua relazione introduttiva al Consiglio, l’Assessore che, i fondi non sono stati spesi da parte del Comune di Catanzaro, per problemi relativi alla mancanza di una struttura amministrativa adeguata. Non si doveva dotare di nessuna struttura suppletiva al di là di quella esistente, come non può accampare questioni di bilancio se non l’ha potuto fare.l’assessore ha affermato un altro concetto ancora più incomprensibile e grave: “nessun disabile ha subito danni perché sono state garantite a tutti quanto richiesto”: bisogna quindi concludere, seguendo il ragionamento dell’assessore, che le risorse perdute non erano necessarie per i disabili cittadini del Comune di Catanzaro e del suo ambito! A questo porta il modo con cui viene giustifica la sua condotta e quella della sua struttura. Niente di più falso! Poteva essere affermato: Difatti, la Legge da la possibilità al disabile di documentare la richiesta dei suoi fabbisogni. Recenti sentenze del TAR in varie situazioni, hanno riconosciuto l’intero ammontare delle cifre richieste dalle persone disabili che hanno fatto ricorso al Tribunale. Cosa avrebbe dovuto fare di diverso l’Assessorato alle politiche sociali se non assegnare quanto documentato dagli interessati? Solamente verificare la condizione del richiede

nte, tale verifica su territorio, poteva essere affidata senza difficoltà alcuna, agli assistenti sociali, come noto, presenti in numero elevato in Assessorato, altro che carenza di personale! in particolari circostanze, Il responsabile delle Politiche Sociali, per quanto previsto dalla Legge, avrebbero potuto, inoltre, ricorrere al supporto e alla collaborazione delle Associazioni terzo settore, come spesso accaduto, utilizzando la rete del volontariato presente in città e nell’ambito di riferimento. Allora perché si sono persi 400 mila senza, neanche, provare a farli arrivare ai disabili gravi riconoscendone il diritto? Come non pensare che questo non è avvenuto se non per indifferenza, incompetenza e sciatteria gestionale? Quello che emerge è che, l’amministrazione non ha mai, neanche, indicato i responsabili del procedimento che andava promosso, seguito e monitorato. Oggi prendiamo atto, con amarezza che Il Consiglio comunale convocato per analizzare le inadempienze e indicare eventuali rimedi affinché tale situazione non abbia a ripetersi in futuro, è finito in “caciara” e senza nessuna indicazione relativa ad un cambio di rotta.

L ’impressione è che, in assenza di volontà politica e in spregio alla sofferenza delle persone disabili del territorio, questo è il risultato che si voleva raggiungere, al fine di evitare di indicare con chiarezza le precise responsabilità di coloro che avrebbero semplicemente dovuto svolgere il loro lavoro (“con disciplina e onore” mai come in questo caso ha valore questa affermazione). Con il Consiglio finito, da una parte, tra le urla e le accuse reciproche dei consiglieri e dall’altra: con la fretta di chiudere senza trovare alcun responsabile di questo disastro politico e amministrativo, esprimiamo tutta l’amarezza che la vicenda richiama. Registriamo il danno e prendiamo atto della beffa consumata a danno di quanti con fiducia e spirito costruttivo, dalla parte della disabilità hanno preso parte a Consiglio, sperando di poter esprimere le loro opinioni affidate ad un documento che avrebbe dovuto leggere il responsabile del Forum del terzo settore: neanche questo è stato concesso e, mentre da più parti, nelle scorse settimane, e negli interventi in Consiglio, si era indicato nel dirigente dell’assessorato, uno dei responsabili della mancato utilizzo di queste risorse, lo stesso dirigente, in barba a qualsiasi regola democratica, e’ stato chiamato alla funzione di segretario del Consiglio odierno. Questo è quanto resterà nella memoria: una bruttissima pagina per la città di Catanzaro oggi in mano a politici inadeguati e domani, chissà, forse, ad una opposizione ancora peggiore!"

Lo afferma Giovanni Cirillo, presidente AVE AMA Catanzaro.


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