
«Leggo le dichiarazioni di queste ore su Riace e Mimmo Lucano e trovo singolare la facilità con cui si vorrebbe liquidare, insieme a una vicenda amministrativa, un'intera esperienza politica e umana. Difendo Mimmo, la sua storia e il modello che ha costruito perché la sua lezione riguarda tutta la Calabria, non soltanto una piccola comunità della Locride.
Riace ha restituito dignità a un paese che rischiava di svuotarsi, ha riaperto case, rimesso in circolo energie, riportato persone dove c'erano serrande abbassate e prospettive esaurite. Ha dimostrato che l'accoglienza può tenere vivi i paesi, creare lavoro, servizi e nuove relazioni.
Sulla vicenda amministrativa occorre chiarezza. Una cosa sono i problemi di bilancio, che vanno affrontati e le cui responsabilità devono essere accertate, un'altra è il valore dell'esperienza umanitaria di Lucano. Le difficoltà contabili di un Comune, legate anche a passività e vicende maturate nel tempo, non possono diventare una condanna del modello Riace. Non risulta che i commissari abbiano rilevato illegalità nell'attività di accoglienza, né esiste un collegamento tra quell'esperienza e le difficoltà finanziarie dell'ente. Utilizzare le difficoltà contabili per dichiarare fallito il modello Riace significa piegare i fatti a una convenienza politica.
Peraltro, colpisce la disinvoltura con cui si dispensano lezioni di moralità. La storia amministrativa calabrese dovrebbe suggerire maggiore cautela. Lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria per condizionamenti della criminalità organizzata invita a misurare le parole, soprattutto quando si distribuiscono patenti di rispettabilità. La storia personale di Mimmo Lucano e la sua battaglia per la dignità delle persone meritano rispetto, anche da chi non ne condivide le idee.
Chi governa da cinque anni, come la Lega poi, dovrebbe piuttosto interrogarsi sulle condizioni in cui lavorano i sindaci, soprattutto nel Mezzogiorno: norme complicate, procedure estenuanti e risorse sempre più scarse. Non si può chiedere ai primi cittadini di risolvere ogni problema e poi lasciarli soli.
Io sto dalla parte di Riace, della sua gente e di un'idea di Calabria che non si arrende allo spopolamento. Perché salvare i paesi significa salvare le persone. E Mimmo Lucano, con tutti i limiti che ogni esperienza amministrativa può avere, ha avuto il merito di ricordarcelo». È quanto dichiara l’europarlamentare Pasquale Tridico, capo delegazione del M5S a Bruxelles, già candidato alla presidenza della Regione Calabria.
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