Riccio: "Sul Catanzaro Pride le adesioni della sinistra erano scontate, quello che invece colpisce è la totale latitanza del centrodestra" 

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images Riccio: "Sul  Catanzaro Pride  le adesioni della sinistra erano scontate, quello che invece colpisce è la totale latitanza del centrodestra" 


  02 agosto 2026 11:18

"Un silenzio che sa di negligenza politica e di scarsa conoscenza della materia. Perché quando l’istituzione entra a gamba tesa, è dovere di tutti esprimere la propria posizione. Non si può sempre lasciare campo libero agli altri". Lo scrive il consigliere regionale Eugenio Riccio.
 
I SOLDI: 20 MILA EURO DALLE TASSE DEI CATANZARESI
Andiamo ai fatti. Il Pride costa al Comune di Catanzaro circa 20.000 euro.  
Come? Con contributi comunali diretti, esenzione CUP, concessione gratuita del trenino del mare e degli autobus AMC. E da dove vengono presi questi soldi?  Una parte  arrivano dal capitolo della Pubblica Istruzione, quello delle "spese per manifestazioni in ambito scolastico".  
9000,00 (novemila) euro arrivano dal capitolo di spesa del Sindaco, quei soldi a disposizione esclusiva del primo cittadino. In sintesi: il Sindaco Fiorita è il maggior sponsor del Pride.  
E poi ci si viene a raccontare la storiella che "non ci sono soldi" per le scuole, per la manutenzione, per le strade, per il verde, ecc. I soldi ci sono eccome. Basta volerli spendere.
 
LIDO DESERTIFICATO: ADDIO MAGNA GRECIA, BENVENUTO PRIDE 
A questo aggiungiamo un dato politico che pesa. In pochi anni l’amministrazione Fiorita è riuscita a desertificare il nostro quartiere Marinaro.Scelte devastanti per la marina del capoluogo.
 L’esempio più clamoroso? L’eliminazione dal cartellone estivo catanzarese del Magna Grecia Film Festival.  Un evento che portava turismo, indotto, visibilità nazionale a Catanzaro.   E al suo posto cosa abbiamo messo? Il Pride e le iniziative ad esso collegate.  Si è scelto di cancellare cultura e spettacolo per sostituirlo con propaganda. Questo è il risultato.
 
IL MANIFESTO: UN VOLANTINO POLITICO, NON DEI DIRITTI 
Merita una riflessione a parte il "Manifesto politico del Catanzaro Pride 2026" approvato dal sindaco Fiorita con delibera di giunta. A farla da padrone non sono i diritti civili, ma i soliti "pipponi": antifascismo, antisionismo, lotte partigiane, crimini del fascismo, politiche securitarie e repressive, muri, respingimenti.  Temi distanti anni luce dai Pride europei e nazionali più "stagionati", e soprattutto lontanissimi dalle bellicose dichiarazioni delle conferenze stampa del 2025. Ricordo quando, alla presenza dell’assessore alla Pubblica Istruzione Belcaro, si farneticava di "educazione scolastica" e "carriere alias" nelle scuole comunali.
 
Questa volta, invece, c’è stato un cambiamento di rotta. NEL MANIFESTO NON SI PARLA DI BAMBINI, SCUOLE E  CARRIERE ALIAS. Un manifesto che personalmente valuto positivamente proprio perché è talmente moderato che avrebbe potuto essere scritto tranquillamente anche dagli epigoni della sinistra conservatrice catanzarese  Bosco e Fiorita.  Chissà, magari durante il Pride qualcuno si presenterà pure in giacca e cravatta.
 
Ognuno è libero di manifestare. Ma che sia chiaro: questo Pride lo pagano i catanzaresi. E lo paga un Comune che ha altre priorità e che ha già svuotato  Lido di eventi veri, spettacoli, manifestazioni, ecc.
Al centrodestra dico: usciamo dalla latitanza. Se non diciamo la nostra noi, la diranno sempre gli altri per noi.