"Riconduciamo il dibattito catanzarese dalle beghe alle idee": la lettera dei sostenitori di Valerio Donato Sindaco

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Professore Valerio Donato
  29 marzo 2022 22:55

Gentile direttore, da cittadini, e da cittadini che, spontaneamente, si sono ritrovati per sostenere la candidatura di Valerio Donato a Sindaco della Città di Catanzaro, le chiediamo ospitalità per provare ad uscire dal clima confusionario originato da troppe dichiarazioni, qualcuna  ad arte, che tanto da destra che da sinistra (e, purtroppo, anche  da qualche ricostruzione giornalistica) continuano ad impazzare su alcuni media .

Leggiamo con interesse i resoconti  quotidiani sulla composizione/scomposizione  delle coalizioni che appoggeranno i candidati a sindaco della Città di Catanzaro nella prossima tornata elettorale. Tuttavia, spesso, anche il legittimo confronto, e le fisiologiche divergenze, di opinioni (e commenti) tra le parti politiche, viene ridotto a mera alternanza tra analisi, serie e semiserie, dichiarazioni roboanti, speculazioni, fake, articoli scandalistici ispirati da illazioni ecc ecc., in una miscellanea incomprensibile: tutti in un unico mazzo, elettori, imprenditori, professioni, politica, Università, con avvertimenti e strizzate d’occhio più  o meno velate (intelligenti pauca..per usare l’espressione cara ad uno di questi articolisti scandalistici), senza che nessuno spenda una sola parola d’attenzione sui programmi per il futuro governo della Città.

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Nessuno (salvo lodevoli eccezioni, per es. l’articolo di Franco Scrima di oggi sul CdC) che chieda agli attuali candidati: ma tu un programma di governo, un’idea della Città del domani, ce l’hai? Qual è?

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Anzi, gentile direttore, per dirla tutta, oltre che nessun accenno a cosa, i candidati a Sindaco,  propongono ai cittadini catanzaresi, l’esercizio in voga sembra essere uno soltanto: girare e rigirare intorno alla qualificazione politica della posizione, non di tutti i candidati (il che in qualche modo potrebbe essere comprensibile), bensì di uno soltanto di essi, e precisamente del professore Valerio Donato. Da settimane gli interrogativi cardine, quasi che fosse “l’essenza” della vita cittadina, sembrano essere: ha “strappato” la tessera del pd, avendo già in testa di andare a destra? Oppure è andato a destra e quindi ha “strappato” la tessera del pd? O, ancora, è di sinistra uno che è appoggiato dalla destra, oppure sono diventati di sinistra quelli di destra che hanno eletto a  loro “capetto” uno di sinistra? “Campo largo”, se lo fa Donato è un minestrone, se lo predica qualcun altro è una manna. Insomma, ragionamenti che provano a dare forma a tesi fantasiose e che   vanno oltre i dati di fatto.

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PS solo per essere precisi, il professore Donato non ha strappato alcunchè, si è  semplicemente dimesso da un partito di cui non condivide le procedure di democrazia interna.

E i dati di  fatto, gentile direttore, hanno un solo torto, sono là, fermi. E’ un fatto, che Valerio Donato, abbia dichiarato pubblicamente, a più riprese che "Non potranno fare parte della mia coalizione civica i principali protagonisti politici della stagione amministrativa (ndr di maggioranza ma nemmeno di opposizione) che sta per volgere al termine" , “Valerio Donato è un candidato civico, non potrà mai esser né un candidato di centro destra, né un candidato di centro sinistra, è un candidato con un proposta che può ricevere adesione di qualunque partito o di qualunque lista civica, ma rimarrà una proposta civica con contenuti e programmi ben definiti” .

Questi, gentile direttore, sono fatti. A questi fatti, si può dare credito o meno, ma non  si possono evitare, non si può andare oltre, ma soprattutto non  possono essere opposti  a contrapposizioni finto-colte “ i quartieri non hanno bisogno di essere colorati di civiltà”, o a critiche politiche molto interessate “ candidatura etero diretta da Vibo”, o peggio ancora ai patetici tentativi di personaggi del nulla in cerca di visibilità “ pensavo fosse amore e invece era un torpedone”, oppure a ironie ( in qualche caso oltre le ironie) come definire la proposta di Donato come “multiutility".

Noi vorremmo, come cittadini, oltre che come sostenitori della candidatura di Valerio Donato, che, invece,  al centro dell’attenzione cittadina ci   fosse il programma, l’idea di Città che Valerio Donato ha in testa. E parliamo di Valerio Donato, perché al momento, di altri programmi elettorali , non se ne vedono in giro. Sarebbe utile agli elettori catanzaresi, che qualcuno, da destra o da  sinistra, oppure da qualche quotidiano, dicesse  al professore Donato: l’idea di sviluppare l’asse Catanzaro Lido/ Catanzaro (fino al ponte delle FCL), riqualificando la valle della Fiumarella  è ottima, oppure è una stupidaggine; che qualcuno plaudisse o  contestasse  l’idea di “rispolverare” uno strumento di democrazia partecipativa come la Consulta dei Cittadini, invece, per esempio, non un fiato sull’idea di riqualificare i quartieri in base alla loro vocazione naturale o “assegnata”, non un fiato sull’idea di incardinare le politiche cittadine future sui bisogni delle persone in condizioni di difficoltà , sulla scuola ecc. e si  potrebbe continuare…

Per concludere, gentile direttore, riusciremo, aiutati ovviamente da voi operatori dei media, a portare il dibattito cittadino sulle idee, lasciandoci alle spalle queste settimane dedicate alle beghe, ai contrasti personali ecc.. che pensiamo poco interessano la città?

La ringrazio, per l’ospitalità che vorrà concederci, a nome delle centinaia di Catanzaresi che aderiscono a questo gruppo che sostiene Valerio Donato nella sua candidatura a Sindaco della Città.

Domenico Trapasso

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