
"C’è un luogo che non smette mai di chiamarti. Anche quando credi di averlo lasciato alle spalle. Dopo una vita trascorsa lontano, tra le luci e il rumore del Nord, un professore universitario torna nella sua terra d’origine, in Calabria. Ma quello che lo aspetta non è solo un paese: è un mondo intero fatto di ricordi, affetti, radici mai spezzate. Tra profumi antichi, volti familiari e paesaggi che sembrano custodire il tempo, riaffiorano un’infanzia segnata dalla povertà, l’amore profondo dei genitori, le amicizie sincere e un sentimento mai dimenticato. Ogni passo è un ritorno. Ogni ricordo, una rivelazione". Quel luogo è Petrizzi, paese di nascita di Vincenzo Ursini, autore del romanzo “La Ritornanza”, pubblicato in edizione cartacea lo scorso mese di marzo e già alla seconda edizione.

"È un romanzo – scrive Antonio Pettinato, già dirigente scolastico per moltissimi anni a Verona e componente di giuria della II edizione del Premio Nazionale ANPCI assegnato a Ursini – intenso e coinvolgente, capace di toccare corde profonde. Una storia che parla di memoria, identità e appartenenza, e che ci ricorda una verità semplice: non importa quanto lontano andiamo, c’è sempre un luogo – dentro di noi – a cui torniamo davvero".
Poeta e paroliere iscritto alla SIAE, Vincenzo Ursini è presidente dell’Accademia dei Bronzi, associazione culturale da lui fondata nel 1980. Già Consigliere di amministrazione della Fondazione “Teatro Politeama”, in rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro (ottobre 2022 / novembre 2024), carica dalla quale si è dimesso spontaneamente per sopraggiunti impegni culturali, ha vinto decine di concorsi letterari (La casa rossa di Cesena, Franco Loria, Crotone, Festival dei Due Parchi, Ascoli Piceno, Rotary Club, Gela, Zirè d’oro, L’Aquila, Pietro Borgognoni, Pistoia, Teseo, Milazzo, Umile Francesco Peluso, Cosenza, Trofeo ASAS, Messina, Aurea Nox, Chiaravalle Centrale, La Poesia è nell’aria, Castagneto Carducci, ed è stato insignito, a soli 24 anni, del prestigiosissimo Premio di Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Ha fondato e presieduto il premio Alda Merini, giunto alla 12esima edizione, con la partecipazione di centinaia di autori da tutta Europa e il premio Città di Valletta, realizzato a Malta, per dieci edizioni consecutive, sotto l’Alto Patronato del Presidente di quella Repubblica. Nel 2024 ha fondato, a Petrizzi, il centro culturale La Ritornanza con il quale promuove la diffusione della poesia nei piccoli borghi.
Un autore, insomma, che sin dal 1973, anno in cui ha pubblicato la sua prima raccolta di liriche “Senza frontiere”, ha varcato i confini calabresi per approdare nei cenacoli letterari italiani più qualificati.
"Passare dalla poesia alla narrativa non è stato facile - spiega lo scrittore di Petrizzi. Ecco perché prima di dar corso alla pubblicazione ho atteso più di tre anni. Ma ora i risultati sono lusinghieri, soprattutto i giudizi che ho ricevuto in questi giorni".
«La Ritornanza – ha scritto Carmela Commodaro – è il romanzo più premiato ai concorsi letterari per opere inedite negli ultimi tre anni. Il protagonista è un docente universitario che alla fine della carriera, dopo anni trascorsi al Nord, decide di tornare nel suo paese natale (luoghi, tradizioni e paesaggi richiamano in parte quelli del borgo di Petrizzi). Il ritorno alle radici diventa, così, una forma di riconciliazione con se stessi, con il proprio passato e con ciò che davvero conta». E poi, Francesca Misasi, già dirigente scolastica a Vicenza, poetessa e critica letteraria: «Il romanzo di Vincenzo Ursini è un viaggio che si snoda tra memoria, radici, crepe e fratture dell’anima, tra voci che cercano riscatto e gente laboriosa che trasuda fatica, fame e preghiere. Gente il cui planctus, quel pianto silenzioso e senza lacrime che segna il volto di ognuno di loro, quale eterna rassegnazione, diventa antropologia dell’abbandono, emarginazione dalla storia e dalla società. Un romanzo profondo, toccante, dove tutto ha un senso logico e in cui ogni tassello della memoria si ricompone, offrendo un affascinante quadro d’insieme dove la memoria e l’identità s’intrecciano con la forza simbolica della propria terra…"
Molto appropriato è anche il commento di Alessandra Perotti, editor di grande esperienza. "A quarant’anni, dopo aver fatto fortuna in America, il “bastardo” Anguilla, (Cesare Pavese, La luna e i falò), torna a casa nel suo paese d’origine, da uomo ricco: tutto pare uguale, tutto è cambiato. Non ci sono più le persone che ha amato, per molte la fine è stata dolorosa. La tematica, la linfa che scorre nella narrazione è la memoria, il ricordo delle origini. Respiriamo la stessa aria – sottolinea Perotti – ne “La Ritornanza” di Vincenzo Ursini. Nelle pagine di Ursini, però, le sensazioni del ritorno sono più lievi, malinconiche, ma non struggenti. Così quando i giorni passano e gli anni si accumulano, il bisogno forse è di spogliarsi del superfluo e tornare a cercare le mani callose di un padre andato via troppo presto, il profumo del pane, l’odore di una stalla la mattina presto e l’amore, sì anche l’amore mai dimenticato, solo riposto nelle pieghe dei pensieri".
"È la nostra memoria a definirci? E quanto i ricordi scolpiscono le nostre anime? Per Vincenzo Ursini – scrive invece Biancamaria Folino, giornalista e scrittrice) – ricordi e memoria sono i mattoni del nostro essere, i giorni del nostro vivere. Ne “La Ritornanza”, Ursini offre al lettore uno spunto di riflessione su questi temi, andando oltre il concetto tout court di “memoria” per arrivare a quello di “radici”, inteso come origine nostra e del mondo così come lo conosciamo. Alla fine quello che trionfa è l’amore: per la propria terra e le proprie origini, per i genitori e anche per la donna di un tempo, una donna piena di passione, non solo per la politica, ma per la vita stessa. Perché la ritornanza è anche questo: si torna a sé stessi e alle radici che ci hanno permesso di essere chi siamo oggi".
"Un romanzo ineguagliabile, - conclude Francesca Misasi - che diventa non solo patrimonio culturale da preservare ma anche strumento imprescindibile per comprendere, attraverso il passato, le anguste geometrie del mondo contemporaneo".
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