
Mettere insieme competenze, esperienze e responsabilità diverse per affrontare una delle principali sfide ambientali della Calabria: la corretta gestione dei rifiuti e la tutela degli ecosistemi costieri e marini. È stato questo il filo conduttore delle due giornate promosse da Legambiente Calabria a Calopezzati, nell’ambito del progetto “Acqua Azzurra: fondali e spiagge da proteggere” – PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027, Azione 2.7.1 – “Azioni di tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione del sistema delle aree protette, della Rete Natura 2000 e delle infrastrutture verdi” – CUP J41G25000210007.
Un percorso che ha unito il confronto pubblico sul tema dei rifiuti all’azione concreta per la tutela del territorio, con l’incontro “La Calabria che vogliamo – Prevenire, differenziare e riciclare i rifiuti per proteggere spiagge, dune e fondali” e le successive attività di pulizia della spiaggia e dei fondali.
Le attività hanno interessato in particolare il sito Natura 2000 Dune di Camigliano, un’area di particolare pregio naturalistico nella quale convivono diversi elementi di interesse, dal sistema dunale con la vegetazione psammofila alla presenza di specie di fauna marina e costiera, tra cui il fratino, fino alla Posidonia. Un patrimonio naturale che, prima ancora di essere tutelato e valorizzato, deve essere conosciuto. Sulle dune, inoltre, fiorisce il giglio di mare, specie sempre più rara che rappresenta un ulteriore elemento di pregio dell’ecosistema costiero.
La prima giornata ha visto istituzioni, associazioni, rappresentanti del mondo produttivo e cittadini confrontarsi sulle criticità e sulle buone pratiche legate al ciclo dei rifiuti, soprattutto nei territori costieri, dove l’aumento della popolazione durante la stagione turistica determina anche una maggiore produzione di rifiuti e, di conseguenza, nuove esigenze nella loro gestione.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti del sindaco di Calopezzati Edoardo Giudiceandrea e l’introduzione della presidente di Legambiente Calabria Anna Parretta. Nel corso dell’incontro sono intervenuti Evelina Viola, presidente del Circolo Legambiente Corigliano-Rossano e componente del direttivo regionale, il funzionario del Dipartimento per la Sostenibilità ambientale della Regione Calabria Antonio Servadio, Maria Concetta Dragonetto, Area rapporti con i territori di CONAI, Vincenzo Sicilia, componente del direttivo regionale di Legambiente Calabria e membro del direttivo del Circolo Legambiente Nicà di Scala Coeli, Jimmy Fusaro, presidente della Lega Navale di Mirto Crosia, e il presidente dell’A.I.S.A. Paolo Palladino. Le conclusioni sono state affidate a Laura Brambilla, responsabile nazionale Comuni Ricicloni, mentre l’incontro è stato moderato da Silvia De Santis, direttrice di Legambiente Calabria.
Al centro del confronto, la necessità di ridurre i rifiuti alla fonte, migliorare la raccolta differenziata, favorire il riuso e il riciclo e contrastare con maggiore efficacia l’abbandono dei rifiuti nell’ambiente, fenomeno che rappresenta una minaccia particolarmente grave per le coste e per il mare.
“I nostri ambienti costieri e marini rappresentano una straordinaria risorsa ambientale, turistica e culturale, ma sono anche tra quelli maggiormente sottoposti alle pressioni antropiche – ha sottolineato la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta – Per questo è necessario mettere insieme competenze e responsabilità, individuare le criticità e costruire percorsi virtuosi. La corretta gestione dei rifiuti, insieme alla prevenzione dell’abbandono, al riuso e al riciclo, è un tassello indispensabile della tutela ambientale e Legambiente vuole fare la propria parte attraverso il confronto e la collaborazione tra istituzioni, operatori economici, associazioni e cittadini”.
“Questa due giorni dimostra l’importanza di trattare il tema della raccolta differenziata a 360 gradi. Per la riuscita e la completa chiusura del cerchio non possiamo permetterci di dimenticare i diversi portatori di interesse. È per questo che i nostri appuntamenti di confronto, realizzati anche in collaborazione con CONAI, risultano strategici per individuare percorsi che puntino a una raccolta differenziata di qualità, ascoltando e confrontandoci con chi poi sul territorio deve fare la differenza”, ha spiegato Laura Brambilla, responsabile nazionale Comuni Ricicloni di Legambiente.
Dalle parole si è quindi passati all’azione. Questa mattina le attività del progetto sono proseguite sul campo, con una mattinata dedicata alla pulizia dei fondali e della spiaggia di Calopezzati. Alle Dune di Camigliano, sito della Rete Natura 2000, l’A.I.S.A. – Associazione Italiana Sicurezza Ambientale, con sede a Satriano (CZ), è stata impegnata nelle operazioni di pulizia dei fondali, mentre a piazza Antonio Labonia, nella Marina di Calopezzati, i volontari di Legambiente hanno realizzato la pulizia dell’arenile, accompagnandola con attività di sensibilizzazione.
Diversi e, in alcuni casi, particolarmente insoliti i rifiuti recuperati sulla spiaggia: un pneumatico completo di cerchione, una scarpa, una sedia e persino un test di gravidanza, oltre a una grande quantità di frammenti di plastica, tra cui anche piccoli pezzi di palloncini. Dai fondali sono state invece recuperate, oltre a numerose bottiglie di plastica e lattine in alluminio, due nasse e un grosso frammento di una copertura in materiale riconducibile all’eternit, che dovrà essere gestito secondo le procedure previste per questo tipo di rifiuto.
Una presenza particolarmente significativa è quella della plastica e delle microplastiche, come evidenziato dalla direttrice di Legambiente Calabria Silvia De Santis: “Sulle dune di Calopezzati e nei suoi fondali abbiamo verificato, ancora una volta, la presenza di molta plastica e microplastiche, tra i rifiuti abbandonati più frequenti e spesso non più differenziabili. È necessario sensibilizzare ancora di più i cittadini che usufruiscono delle spiagge e renderli consapevoli dei percorsi virtuosi per prevenire e riciclare al meglio. La partecipazione dei volontari, dei cittadini e del sindaco a questa attività è un elemento chiave e sottolinea quanto siano importanti la collaborazione e il dialogo”.
Un coinvolgimento, quello dell’amministrazione comunale, che Legambiente ha voluto sottolineare in modo particolare, a partire dalla presenza costante del sindaco durante entrambe le giornate. “Oggi è stato un giorno importante perché abbiamo avuto la possibilità di dare una veste formale anche alle attività di volontariato che abbiamo sempre praticato nel nostro Comune, a partire dall’ottobre del 2021, e che fanno parte del nostro percorso amministrativo e del programma che ci siamo dati all’inizio del mandato – ha affermato il sindaco di Calopezzati Edoardo Giudiceandrea – L’attività con Legambiente ci ha trasferito qualche elemento di cultura e di rispetto dell’ambiente in più, che non guasta mai, e ci ha confermato sulla bontà delle attività che già svolgevamo”.
Un ringraziamento particolare va alla Capitaneria di Porto di Corigliano-Rossano, alla Guardia Costiera di Cariati, all’Ente per i Parchi Marini regionali della Calabria, al Comune di Calopezzati e a tutti i volontari e i partecipanti che hanno contribuito alle attività. Legambiente ha voluto rimarcare in particolare la disponibilità e la presenza del sindaco, che ha partecipato sia all’incontro pubblico sia alle operazioni di pulizia sulla spiaggia, prendendo parte direttamente alle attività insieme ai volontari.
Le operazioni hanno restituito ancora una volta la misura delle pressioni a cui sono sottoposti gli ecosistemi costieri e marini, ma anche l’importanza di intervenire direttamente sul territorio per conoscerlo, proteggerlo e sensibilizzare chi lo vive. Le attività nel sito Natura 2000 non si limiteranno alla giornata di pulizia. In una successiva fase del progetto saranno realizzate attività di ricognizione, georeferenziazione e studio a cura di 3D Research, società che costituisce un ponte tra l’Università della Calabria e il settore dei Beni culturali. Un ulteriore tassello di un percorso che punta a conoscere, sensibilizzare, valorizzare e salvaguardare il patrimonio ambientale marino e costiero.
Il progetto “Acqua Azzurra: fondali e spiagge da proteggere” coinvolge complessivamente cinque siti Natura 2000 in quattro delle cinque province calabresi, con attività finalizzate alla tutela degli ecosistemi costieri e marini e alla sensibilizzazione delle comunità locali.
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