Rilancio economico. I sindacati siglano un documento in vista della mobilitazione del 27 aprile davanti alla Prefettura di Catanzaro

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Bandiere Cgil Cisl Uil
  22 aprile 2021 15:19

"Continua la fase di proposta e mobilitazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil Calabria. Questa mattina, da remoto, si sono tenuti gli attivi unitari territoriali dell’area vasta Catanzaro, Crotone, Vibo. Al termine dei lavori che sono stati introdotti dal Segretario generale della Cisl Calabria, Tonino Russo, presieduti da Enzo Scalese, Segretario generale della Cgil area vasta e, dopo l’intervento di Fabio Tomaino, Segretario generale della Uil Crotone, conclusi da Santo Biondo, Segretario generale della Uil Calabria, è stato siglato un documento unitario per il rilancio produttivo, economico e sociale dell’area vasta calabrese che sarà la base del confronto in vista della mobilitazione che si terrà il 27 aprile davanti alla Prefettura di Catanzaro". E' quanto si legge in una nota dei segretari generali Enzo Scalese Cgil area vasta, Tonino Russo Cisl Calabria, Fabio Tomaino Uil Crotone e Santo Biondo Uil Calabria.    

"Sanità, vertenza Sant’Anna, vertenza Abramo, precariato, scuola, divide digitale, mobilità, infrastrutture, reti energetiche e servizio idrico, ambiente e territorio, ciclo dei rifiuti sono queste le “missioni” del documento unitario che i sindacati porteranno all’attenzione delle istituzioni competenti. Per Cgil, Cisl e Uil dell’area vasta Catanzaro, Crotone, Vibo, infatti, - prosegue la nota - vi è la convinzione che occorra agire con una visione d’insieme che possa generare e mettere in campo proposte concrete ed efficaci, in un contesto di riferimento generale che parta dall’attuazione realistica e fattibile di una progettualità socioeconomica basata su risorse certe, velocità e qualità nell’azione della spesa pubblica, facilità e semplificazione amministrativa, che  salvaguardi fermamente  i principi della regolarità e della legalità".

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"Tutto questo avendo ben presente che con il mondo accademico, del volontariato e del terzo settore- si legge ancora -  vanno costruite le condizioni affinché possa emergere un contributo che è assolutamente importante, in un rapporto tra causa ed effetti generati dalla profonda crisi che stiamo vivendo nella nostra regione. Mancano, infatti, politiche e strategie concrete nel campo della ricerca, della formazione e della specializzazione dei processi produttivi, che rendono asfittica e debole la nostra economia fino a determinarne pesanti ricadute sociali in un diffuso disagio di tutele, assistenza e servizi. Mancano politiche nazionali per il mezzogiorno, ed investimenti pubblici che mirino a favorire  occasioni di sviluppo industriale e del manifatturiero sostenibile".

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"Il protrarsi dell’emergenza sanitaria per Covid-19, - per Cgil, Cisl e Uil dell’area vasta Catanzaro, Crotone, Vibo, - sta determinando conseguenze economiche e sociali che necessitano, nell’immediato,  di azioni e proposte che vadano nella direzione della ripartenza, ma  soprattutto per favorire le condizioni per un nuovo sviluppo dell’area centrale della Calabria, in un confronto con il Governo regionale che sia certamente  incardinato sulle linee politiche e programmatiche di indirizzo regionale ma che deve altresì assolvere tempestivamente alle articolate responsabilità istituzionali, in funzione dei ritardi e della gravità delle condizioni della Calabria, preesistenti rispetto alla pandemia".

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Per Cgil, Cisl e Uil Cgil, Cisl e Uil dell’area vasta Catanzaro, Crotone, Vibo, "quindi, serve una nuova fase che guardi alle possibili condivisioni per un’azione sinergica, protagonista di una propositiva stagione di confronto sociale, con il contributo di tutti i soggetti dei diversi comparti produttivi e sociali, congiuntamente ad una responsabile offerta ed erogazione di servizi innovativi da parte  della pubblica amministrazione calabrese, opportunamente riformata, migliorata ed in grado di rispondere in maniera nella pienezza dei diritti di cittadinanza. Per Cgil, Cisl e Uil dell’area vasta Catanzaro, Crotone, Vibo, infine, davanti ai ritardi, alle disattenzioni e ai problemi della Calabria pare non sia forzato dire che è diventato un problema essere calabresi".

 

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