Rinascita Scott. Gratteri shock in aula: “Perito del Tribunale al bar con un imputato agli arresti domiciliari”

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images Rinascita Scott. Gratteri shock in aula: “Perito del Tribunale al bar con un imputato agli arresti domiciliari”

  28 giugno 2021 20:36

Un perito del tribunale al bar con un imputato agli arresti domiciliari. Periti che rimarcano più volte di non riuscire a portare a termine le trascrizioni di Rinascita Scott ma allo stesso tempo capaci di prendere nuovi incarichi. 

Sono le 18 circa quando il procuratore Nicola Gratteri entra nell’aula bunker di Lamezia Temer al processo Rinascita Scott e dopo un’ora e mezza di attesa chiede l’integrazione del nuovo collegio di periti e i chiarimenti su quello che è accaduto in questi mesi. 

“Devo fare un velocissimo excursus storico per arrivare alla richiesta di oggi.
Il 14 settembre abbiamo depositato elenco di 535 pagine di richieste di intercettazioni e un secondo elenco di 83 recanti i progressivi del processo imbonimento.
Il 20 novembre 2020 il gup Paris ha dato l’incarico a 3 periti.  Fissato il termine di 90 giorni. E il gup autorizzava la nomina di due ausiliari per ciascun perito. In quella data mi sono permesso di dire che non basteranno 10 periti. Non sono stato ascoltato. Un’intercettazione ambientale di un’ora ci si mette un giorno a trascriverla. Il 26 novembre 2020 i periti informano di aver ricevuto l’elenco. Il 3 dicembre abbiamo avanzato richiesta di un terzo elenco di 55 pagine.

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L’8 gennaio riceviamo pec per cui il collegio peritale chiedeva una proroga di 24 mesi. Il gup ha rifiutato la proroga ma accontentato con 38 assistenti.

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Il 15 febbraio 2021 il tribunale confermava l’incarico ai tre periti estendendo l’incarico dato che era sovrapponibile con quello assunto nell’udienza preliminare. E si rilevava che un perito ha precisato che il 9 novembre era stato fornito solo elenco di 83 pagine. 

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Il 23 febbraio 2021 producevamo un elenco riepilogativo delle trascrizioni secondo un ordine prioritario. In quello stesso giorno incarico esteso da 3 a 5 periti. 

Il 1 giugno 2021 il collegio peritale non stava seguendo l’ordine che il tribunale aveva fissato. Il presidente del collegio considerando che alcuni periti non avevano effettuato ancora alcun deposito parziale, al contrario di quanto stabilito”.

Poi l’evento shock: “Un perito era seduto al tavolino del bar con il detenuto Artusa Mario. All’arrivo della dottoressa Frustaci il perito si è sollevato di scatto ed è scappato, si è allontanato velocemente mentre l’Artusa si è diretto verso il bar. Fermato dal pm il perito non ha fornito alcuna giustificazione per questa conversazione con il detenuto. Il perito del tribunale era seduto al bar che conversava con il detenuto, cioè con quello a cui doveva fare la trascrizione”. 

“Da altri accertamenti emergeva che dopo aver chiesto ben 24 mesi hanno assunto altri incarichi in altri procedimenti dai difensori degli stessi imputati cautelati in Rinascita. Quindi sono venuti qui a dire che hanno bisogno di 24 mesi perché erano troppi, però assumono incarichi da avvocati di questo processo. Il 4 giugno 2021, dalla consultazione di Facebook, la Polizia giudiziaria verificava un post con una fotografia all’interno della Procura di Catanzaro. Il post recava il commento “la collaborazione tra professionisti garantisce la giusta soluzione””.

Gratteri ha raccontato anche di post su Facebook in cui i periti, insieme ad alcuni avvocati del processo Rinascita Scott, raccontano di nuovi incarichi. Gli stessi periti che, per Gratteri, non potevano concludere i lavori del maxi processo. 

“Alla luce di tutto questo- dice Gratteri- chiediamo all’integrazione del collegio peritale nominando 15-20 periti, fissare un termine finale per l’esecuzione dell’incarico e al contempo istituire un termine mensile per i depositi parziali delle trascrizioni. Convocare il collegio peritale per chiedere chiarimenti:

perché non operino in modo collegiale per l’elenco recante l’ordine di priorità non sia stato partecipato dal perito che l’ha ritirato in aula il 23 febbraio scorso agli altri componenti del collegio.
Verificare le ragioni del colloquio con il detenuto Mario Artusa agli arresti domiciliari in violazione delle prescrizioni
Valutare se siano procedimenti connessi o collegati, valutare la ragione della compresenza di altre persone anche alla presenza dell’incarico e a che veste abbia consegnato il biglietto per capire se si tratta di un ausilio.  Verificare perché abbiano accettato incarichi. Perché abbiano accettato altri incarichi. e se siano in grado di ottemperare al mandato ricevuto”. 

 Il Tribunale, presieduto da Brigida Cavasino,  ha nominato ulteriori periti: “Ci avevamo già pensato e la cancelleria si è già attivata. Molti hanno comunicato di non essere disponibili per ragioni varie, ma è una ricerca che sta andando avanti.  Per la convocazione dei periti li convochiamo per l’udienza di lunedì 5 luglio. Questo per quanto riguarda Vercillo, Scullari e Nardone. Per Morabito e Puccio in realtà il Tribunale aveva già qualificato la comunicazione di rinuncia all’incarico e quindi sono già stati trasmesso gli atti al presidente del tribunale e quindi non sono più periti”.

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