Rischio radiologico e diritti negati: il 5 marzo a Reggio una battaglia collettiva per la tutela dei professionisti di sala operatoria

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Rischio radiologico e diritti negati: il 5 marzo a Reggio una battaglia collettiva per la tutela dei professionisti di sala operatoria


  19 febbraio 2026 11:58

"Il prossimo 5 marzo alle ore 10:30, in presenza, si terrà il tentativo di conciliazione monocratica convocato dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Reggio Calabria, ai sensi dell’art. 11 del D.Lgs. 124/2004.

Non è un semplice passaggio formale. È un momento decisivo.

Una tappa fondamentale di una battaglia collettiva che oggi vede uniti professionisti sanitari, rappresentanza sindacale e tutela legale, perché siamo stanchi di non essere adeguatamente tutelati dall’Azienda.

Parlo sia da professionista di sala operatoria sia come Segretario Sindacale provinciale della COINA di Reggio Calabria.

E lo ribadisco con forza: questa non è una battaglia personale. È una battaglia di tutti. Rischio radiologico: non è un’opinione, è un fatto giuridico

Gli infermieri e i professionisti che operano in sala operatoria, in ambienti dove si utilizzano apparecchiature radiologiche, sono esposti a un rischio specifico chiaramente disciplinato dalla normativa.

Il quadro normativo è inequivocabile: D.Lgs. 101/2020 sulla protezione dalle radiazioni ionizzanti; Obbligo di classificazione dei lavoratori esposti; Sorveglianza sanitaria mirata; Dosimetria personale; Indennità e tutele previste dalla contrattazione.

Non si tratta di privilegi. Si tratta di diritti.

La Cassazione è chiara: i diritti non si comprimono. La giurisprudenza ha ribadito un principio fondamentale: quando il rischio è concreto e documentato, il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire tutela, prevenzione e riconoscimento economico.

Il rischio radiologico si basa su elementi oggettivi:

presenza di apparecchiature radiogene, esposizione anche non continua ma ripetuta, mancata o incompleta classificazione del personale

Dove il rischio esiste, le tutele devono essere riconosciute. Senza eccezioni. Una vertenza collettiva, supportata legalmente

Quella del 5 marzo è una conciliazione che nasce da un percorso chiaro e strutturato. Non siamo soli. Siamo rappresentati da un legale. Siamo supportati dal sindacato. E soprattutto, siamo uniti.

Questa azione punta a ottenere: chiarezza sulle procedure adottate, corretta classificazione del personale, riconoscimento delle indennità dovute, pieno rispetto delle norme sulla sicurezza

Non è una richiesta economica. È dignità professionale. Chi lavora in sala operatoria conosce bene la realtà:

Ortopedia, Endovascolare, Urologia, Neurochirurgia, Procedure interventistiche. Non stiamo chiedendo favori.

Stiamo chiedendo il rispetto della legge. E siamo stanchi di lavorare in condizioni in cui il rischio viene ignorato o sottovalutato.

Il 5 marzo: una data che segna un punto. Ci auguriamo che prevalga il buon senso istituzionale. Che si arrivi a una soluzione concreta e giusta.

Ma se così non sarà, questa battaglia non si fermerà. Perché:

la sicurezza sul lavoro non è negoziabile, il rischio radiologico non può essere ignorato, i diritti non possono essere negati. Una battaglia che riguarda tutti. Oggi riguarda noi. Domani può riguardare chiunque lavori in ambienti esposti. La salute dei lavoratori è un diritto costituzionale. La sicurezza è un obbligo del datore di lavoro. La dignità professionale non è trattabile". 

Lo scrive in una nota indirizzata alla stampa Andrea Marino, Professionista di sala operatoria, Segretario Sindacale Provinciale COINA – Reggio Calabria. 


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.