Rita Tulelli: “Lo stalking: un crimine sottovalutato”

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  07 luglio 2024 13:00

di RITA TULELLI*

 Lo stalking è una forma di violenza psicologica che spesso rimane nascosta nell'ombra, invisibile agli occhi di molti, ma devastante per chi ne è vittima. Questo fenomeno, purtroppo, è molto più comune di quanto si possa pensare e ha conseguenze gravi e durature sulla salute mentale e fisica delle persone colpite.

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Lo stalking è un comportamento persecutorio reiterato, messo in atto da un individuo nei confronti di un'altra persona. Si manifesta attraverso atti come pedinamenti, appostamenti, invio di messaggi o regali indesiderati, telefonate insistenti, minacce e diffusione di informazioni private. L'obiettivo del persecutore è quello di intimidire, controllare e creare un clima di paura e ansia nella vittima.

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Le vittime di stalking vivono costantemente in uno stato di allerta e paura. Questa situazione di stress continuo può portare a gravi conseguenze psicologiche come ansia, depressione, attacchi di panico e, nei casi più estremi, disturbo post-traumatico da stress (PTSD). Anche la salute fisica può risentirne, con sintomi come insonnia, mal di testa e problemi gastrointestinali.

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Le vittime spesso si sentono isolate, sia perché il persecutore tende a tagliare i loro legami sociali, sia perché possono trovare difficile far comprendere agli altri la gravità della situazione. Questa solitudine può aggravare ulteriormente il loro stato di disagio e vulnerabilità.

In Italia, lo stalking è stato riconosciuto come reato nel 2009, con l'introduzione dell'articolo 612-bis del Codice Penale. Questo articolo prevede pene severe per chiunque metta in atto comportamenti persecutori tali da causare un perdurante e grave stato di ansia o di paura nella vittima, o da ingenerare un fondato timore per la propria incolumità o per quella di un prossimo congiunto.

Nonostante la legge, però, molte vittime faticano a ottenere giustizia. Le denunce di stalking spesso non ricevono l'attenzione adeguata, e il percorso per ottenere misure cautelari o condanne definitive può essere lungo e tortuoso. Questo fa sì che molte persone rinuncino a denunciare per paura di non essere credute o di subire ulteriori ritorsioni.

Affrontare lo stalking richiede un approccio integrato, che coinvolga non solo le forze dell'ordine e la magistratura, ma anche i servizi sociali, le associazioni di supporto e la comunità intera. È fondamentale sensibilizzare l'opinione pubblica su questo fenomeno, per far sì che le vittime non si sentano sole e abbiano il coraggio di chiedere aiuto.

Esistono diverse associazioni e centri antiviolenza che offrono supporto psicologico e legale alle vittime di stalking. Queste organizzazioni svolgono un ruolo cruciale nel fornire assistenza immediata e nel guidare le vittime attraverso il difficile percorso della denuncia e della riabilitazione.

Lo stalking è un crimine che lascia segni profondi nella vita delle sue vittime. È compito di tutti noi, come società, riconoscere la gravità di questo fenomeno e impegnarci per combatterlo. Solo attraverso la sensibilizzazione, la prevenzione e un sistema di supporto efficace possiamo sperare di proteggere le vittime e di mettere fine a questa forma insidiosa di violenza.

Lo stalking non è un gioco, e non va mai sottovalutato. Ogni gesto, ogni parola, ogni messaggio può avere un impatto devastante su chi lo subisce. È ora di prendere sul serio questo problema e di agire per garantire sicurezza e giustizia a tutte le vittime.

 *avvocato

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