
"A Catanzaro continuano ad arrivare segnalazioni di ritardi e mancate consegne della corrispondenza. Per questo abbiamo chiesto a Poste Italiane una verifica urgente sulla regolarità del servizio, trasmettendo la richiesta anche ad AGCOM e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il problema non è una semplice lettera consegnata in ritardo. Attraverso la posta arrivano bollette, multe, raccomandate, comunicazioni della pubblica amministrazione, atti della riscossione, preavvisi di fermo amministrativo e richieste di pagamento. Quando questi documenti arrivano tardi, il ritardo può trasformarsi in interessi, sospensione di servizi, spese ulteriori o nella perdita del tempo utile per pagare, contestare una pretesa o difendersi". Lo afferma il Codacons, che ha raccolto le segnalazioni dei cittadini e chiesto interventi urgenti per verificare la regolarità del servizio di recapito della corrispondenza a Catanzaro.
"Tra i casi segnalati al Codacons vi è quello di un cittadino che l’11 agosto ha ricevuto sul telefono un avviso relativo alla scadenza di una fattura per la linea fissa, senza avere ancora ricevuto la fattura cartacea necessaria per poter effettuare il pagamento.
È un episodio che rende molto concreto il problema: si può rischiare di essere considerati inadempienti per una comunicazione che non è arrivata in tempo o che potrebbe non arrivare affatto.
A subire le conseguenze peggiori sono soprattutto le persone più fragili: anziani, persone sole e cittadini che non utilizzano abitualmente app, PEC o servizi online. Per loro la posta cartacea non è un'alternativa secondaria, ma ancora oggi il mezzo attraverso il quale vengono a conoscenza di una scadenza, di una multa, di una richiesta di pagamento o di un atto che li riguarda.
La digitalizzazione non può diventare la giustificazione per tollerare un recapito inefficiente. Chi non vive con uno smartphone in mano ha gli stessi diritti di chi riceve notifiche in tempo reale.
C’è poi un dato che rende ancora più difficile considerare questi disservizi una questione marginale. Poste Italiane è il soggetto incaricato del servizio postale universale e, per gli oneri connessi a tale servizio, è prevista una compensazione a carico dello Stato fino a 262,4 milioni di euro l’anno.
Si tratta di risorse pubbliche destinate a concorrere al costo di un servizio che deve essere assicurato sul territorio secondo precisi obblighi e standard di qualità. Per questo, se emergono ritardi sistematici o zone nelle quali il recapito non viene assicurato con regolarità, è doveroso intervenire e porvi rimedio.
Poste Italiane è oggi un grande gruppo che opera nei servizi finanziari, nella gestione del risparmio, nelle assicurazioni e nelle telecomunicazioni. Sono scelte industriali, ma l’espansione verso nuovi mercati non può far passare in secondo piano proprio il servizio per il quale Poste continua ad avere una specifica responsabilità nei confronti della collettività.
Tra la gestione dei risparmi, la vendita di polizze e le operazioni nel settore delle telecomunicazioni, il recapito della corrispondenza deve continuare ad essere svolto con la massima attenzione.
Perché una bolletta arrivata dopo la scadenza, una multa conosciuta troppo tardi o un preavviso di fermo amministrativo non sono disservizi astratti. Sono conseguenze che finiscono direttamente sulle spalle dei cittadini.
Il Codacons ha chiesto a Poste Italiane di verificare le cause dei ritardi, l’esistenza di eventuali criticità organizzative e la presenza di corrispondenza non tempestivamente distribuita, adottando le misure necessarie a ripristinare la regolarità del servizio.
Se esiste un problema organizzativo, come parrebbe dai disservizi evidenziati, lo si affronti assumendo personale. Quello che non può accadere è che il costo di eventuali inefficienze venga trasferito su chi aspetta una bolletta, una multa o una comunicazione importante e, quando finalmente la riceve, scopre che il termine è già scaduto".
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