
di GABRIELE RUBINO
Bene il confronto, benissimo il dialogo ma meglio ancora la verità. I lavori di riqualificazione dello stadio ‘Nicola Ceravolo’ sono in ritardo. Sono in ritardo, almeno rispetto a quanto dichiarato nella solenne conferenza stampa di qualche mese addietro organizzata dal Comune: “Inizieranno il giorno dopo la fine del campionato”. Purtroppo, quelli della Curva Ovest e di buona parte delle Tribune - per un ammontare di 9 milioni di euro - potranno partire, se tutto va bene, non a inizio bensì a fine campionato.
LEGGI QUI L'INCONTRO FRA COMUNE E TIFOSI
Non è un augurio malevolo o l’arte locale della ‘pigula’, ma il tempo tecnico consentito della normativa attuale. Lo abbiamo detto più volte ma fra termine di presentazione delle offerte, costituzione della commissione aggiudicatrice, lavori dello stesso organismo, proposta di aggiudicazione, efficacia di aggiudicazione e stipula del contratto, si arriverà in piena estate. Non esistono trucchi o stratagemmi. Anzi, a fine estate considerando che si tratta di appalto integrato prima va presentato e poi approvato il progetto esecutivo. La verità non solo catanzarese ma nazionale suggerisce che prima di settembre tutti questi passaggi ineludibili non possano essere consumati. Quindi, con un non complesso algoritmo, siamo appunto all’inizio della nuova stagione. Ma solo per l’aggiudicazione dei lavori.
Il cantiere parte dopo e, sempre se tutto dovesse andare bene (cosa più unica che rara in Italia), il tutto, come scritto negli atti ufficiali, dovrebbe completarsi entro tre mesi e mezzo. Alla spicciolata siamo arrivati a cavallo fra dicembre e gennaio. In sostanza, il girone d’andata è andato. Scusate, il gioco di parole. Non c’è nulla di male, basti guardare ai gemellati fiorentini con la loro ‘curva’ che stanno aspettando parecchio tempo prima di assaporarla. Sarebbe più saggio essere chiari e sarebbe più proficuo fare promesse non sui tempi ma su alcuni precisi impegni. Uno su tutti. Ossia, quello di scongiurare il campo neutro in questo frangente. Purtroppo, sappiamo che Prefettura e Questura sono piuttosto rigide da questo punto di vista (un po’ più lassiste in alcune circostanze della movida di Soverato, con capienze da stadio sulla spiaggia, in cui le concessioni demaniali sono diventate un optional). Il sindaco, pur non potendo evitare inevitabili sacrifici, deve fare il politico: far capire alle altre istituzioni che giocare in casa, nel Capoluogo di Regione – sebbene a scartamento ridotto – si può. Anzi, si deve. Naturalmente, con tutti i dovuti accorgimenti sulla sicurezza.
Quindi, benissimo il confronto con i tifosi (meno bene alcune bugie sulla piattaforma BIM imputate incredibilmente ad altri enti). La verità è che molto tempo è stato perso per la validazione del progetto. E non c’è versione alternativa a questa: Palazzo De Nobili dovrebbe farsi un esame di coscienza sui mesi perduti. Bastava non rinviare di un anno l’ambaradan burocratico e, magari, adesso si parlerebbe di una storia diversa. Ma qui non è ‘colpa’ solo del Comune e delle restìe forze dell’ordine. Ma anche della società. Questo è stato un 'mischione' esiziale che ha compromesso la serena conclusione (in tempo) dei lavori.
Altro capitolo è il milione del PNRR che si trascina da Abramo. Siamo veramente agli sgoccioli. Le scadenze erano notissime e sono tassative: fine giugno, il primo appuntamento campale. Vogliamo dire la verità: anche qui, siamo in ritardo, in stra-ritardo. A differenza degli altri 9 milioni, questa procedura segue un iter diverso. Dovrebbe coinvolgere soltanto una piccola porzione della copertura della ‘centrale’. Una ventina di metri. E’ stato fatto notare che pur agendo in corso di campionato ci potrebbe essere qualche problema con l’illuminazione, ma la società (incredibilmente silente sui 9 milioni) potrebbe dare una mano, questa volta sì: quasi a fine campionato. Non sappiamo come andrà a finire, ma ogni catanzarese, ogni tifoso e ogni contribuente non si augurano certo di perdere fondi PNRR e non vogliono certo essere presi in giro sulle tempistiche dell’appalto pubblico in essere fra più importanti in città degli ultimi anni.
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