Ritorna la scadenza per il pagamento dell’Imu, Scoppa: “Esenzione per i proprietari che da oltre 15 mesi sono privati del loro diritto"

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images Ritorna la scadenza per il pagamento dell’Imu, Scoppa: “Esenzione per i proprietari che da oltre 15 mesi sono privati del loro diritto"
Sandro Scoppa, presidente di Confedilizia Calabria
  06 giugno 2021 22:43

Tra pochi giorni, il 16 giugno, ritorna per molte persone la scadenza con la prima rata dell’IMU, la patrimoniale sugli immobili da 22 miliardi di euro l’anno. Essa peraltro arriva in un momento davvero particolare, soprattutto per i tanti proprietari di immobili (la maggior parti, piccoli o piccolissimi proprietari), che hanno visto decrescere rapidamente il valore dei loro beni e i loro redditi, soprattutto a causa della pandemia da Covid-19.

Altri si trovano nella paradossale situazione di dover pagare per immobili che da quindici mesi – attraverso il blocco sfratti – sono stati di fatto requisiti dallo Stato.

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Tale blocco è infatti in atto dal 17 marzo 2020, per effetto di diversi provvedimenti del governo Conte 2 e del governo Draghi, da ultimo con la conversione in legge del cosiddetto “decreto sostegni” (definizione oltremodo beffarda per i proprietari espropriati del frutto del loro risparmio). Si tratta (è sempre utile ricordarlo) di un provvedimento che impedisce l’applicazione di provvedimenti giudiziari che – al termine di un lungo procedimento e dopo mesi o anni di mancata riscossione dei canoni di locazione, di pagamento di spese (ad esempio condominiali) e di versamento di tasse – avevano finalmente sancito il diritto del proprietario di riavere la disponibilità del suo immobile.

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 Come Confedilizia ha reso noto, nelle ultime settimane, più di un Tribunale ha denunciato la sospetta (eufemismo) violazione di diversi articoli della Costituzione e per questo la normativa in questione sarà a breve (si spera) esaminata dalla Consulta. Per il Tribunale di Trieste, in particolare, la legittimità del blocco è messa in discussione «sia nella parte in cui sospende i provvedimenti di rilascio anche per situazioni estranee all’emergenza sanitaria quali le situazioni di morosità relative al mancato pagamento del canone alle scadenze e che si siano verificate anteriormente al manifestarsi della pandemia, sia nella parte in cui, prevedendo ipso iure la sospensione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, impedisce al giudice dell’Esecuzione di delibare e valutare, mettendole a raffronto comparato, le distinte esigenze del proprietario rispetto a quelle dell’occupante ai fini del decidere se disporre la sospensione». Per quello di Savona – che si è pronunciato il 3 giugno scorso – la costituzionalità delle norme che dispongono il blocco è posta in dubbio «quantomeno nella parte in cui prevedono una sospensione automatica e generalizzata dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili locati e precludono al giudice ogni margine di prudente apprezzamento del caso concreto, sotto il profilo della valutazione comparativa delle condizioni economiche di conduttore e locatore e della meritevolezza dei contrapposti interessi». Essendo evidente che – come si legge nel provvedimento – «il sacrificio imposto al proprietario locatore si aggrava progressivamente con la proroga della sospensione e diventa particolarmente significativo ove questi si trovi in stato di difficoltà economica».

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 Per Sandro Scoppa, presidente di Confedilizia Calabria: «Il blocco degli sfratti calpesta il diritto di proprietà, che è diritto naturale fondamentale, il quale non può essere sospeso o eliminato, senza finire entro un quadro del tutto confuso e conflittuale, dove alla fine trionfa il più forte. È una misura iniqua, che colpisce una categoria, quella dei proprietari, che ha sempre svolto e una funzione economica e sociale preziosa. C’è da sperare che Governo e Parlamento vogliano almeno ora evitare loro il pagamento – che sarebbe vergognoso - di un’imposta fondata su un possesso che di fatto non c’è».

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