Rizza: "Metropolitana, il tempo della pianificazione sta finendo, Catanzaro non può permettersi di perdere questa occasione"

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  17 settembre 2026 09:40

di ROBERTO RIZZA 

Da tempo, ormai, sulla metropolitana di Catanzaro e, soprattutto, sul sistema che dovrà
accompagnarne la piena entrata in esercizio, non arrivano notizie significative. Ci eravamo lasciati con i sopralluoghi sulla Linea C, con le prove lungo il nuovo tracciato, con l’annuncio di un’infrastruttura ormai prossima a completare un passaggio decisivo del suo percorso e con la prospettiva, finalmente concreta, di vedere la metropolitana diventare parte integrante della vita quotidiana della città.
Da allora, però, mentre il tempo è trascorso, è rimasta sostanzialmente senza risposta la questione più
importante: quale città si sta preparando ad accogliere questa infrastruttura e, soprattutto, quale sistema di mobilità stiamo costruendo attorno ad essa? È una domanda che avevo posto già oltre un anno fa e che oggi, proprio per il silenzio che sembra essere calato sulla fase di programmazione, torna ad essere ancora più attuale.

Nel luglio dello scorso anno scrivevo che la vera sfida non sarebbe stata inaugurare la metropolitana, ma  garantirne la gestione e la sostenibilità all'interno di un sistema della mobilità completamente ripensato. La metropolitana, dunque, non come semplice opera infrastrutturale, ma come motore e fondamento di una nuova idea di città. Per questo ritenevo indispensabile - e continuo a ritenerlo - costruire una strategia complessiva capace di tenere insieme mobilità, sviluppo urbano, economia e qualità della vita. Oggi quella riflessione conserva tutta la sua attualità. Negli scorsi mesi è stato annunciato un tavolo tecnico tra Comune di Catanzaro, Ferrovie della Calabria e AMC per definire l'integrazione della metropolitana con il trasporto pubblico urbano. Era un passaggio necessario, che ho accolto con favore, perché andava esattamente nella direzione che auspicavo.  

Tuttavia, mentre l’ultima tratta dell'infrastruttura si avvicina all'entrata in funzione ed il tempo scorre, non sembra emergere con altrettanta chiarezza il progetto complessivo che dovrebbe accompagnarla.
Vale la pena, a questo punto, per provare a capire l’importanza della questione, soffermarsi su un aspetto fondamentale. La mobilità urbana non è più una questione che riguarda esclusivamente autobus o treni. È, sempre di più, uno dei principali strumenti attraverso cui una città cresce, produce economia, riduce le disuguaglianze e migliora la qualità della vita delle persone. E svolge anche una funzione educativa, perché contribuisce a modificare abitudini consolidate, a costruire un diverso rapporto con lo spazio pubblico e a promuovere una nuova cultura della città e del modo di viverla.
La possibilità di raggiungere il luogo di lavoro, l'università, un ospedale, un ufficio pubblico o il centro
cittadino attraverso un sistema di trasporto pubblico efficiente incide direttamente sul tempo, sui costi
sostenuti dalle famiglie e, più in generale, sulle opportunità offerte a ciascun cittadino. Per questo motivo, di fatto, la mobilità è sempre più considerata una leva strategica per costruire politiche urbane innovative, rendere più attrattivi i quartieri, sostenere il commercio, restituire spazio pubblico ai cittadini e aumentare l'accessibilità complessiva della città. Tutto questo assume un valore ancora maggiore in una città come Catanzaro, dove alla necessità di garantire una mobilità moderna ed efficiente si aggiunge una sfida decisiva: ricucire territori e quartieri che la conformazione urbana, le distanze e decenni di sviluppo frammentato hanno reso troppo spesso parti distanti di una stessa città.

La metropolitana, come ribadito da tanti nel tempo, può diventare il vero asse portante della mobilità
cittadina. Può ricucire parti della città che per troppo tempo hanno vissuto come mondi separati. Può
collegare in maniera moderna il quartiere Lido, il Campus universitario, la Cittadella regionale, gli ospedali e la stazione ferroviaria. E può rappresentare – o, a questo punto, avrebbe potuto rappresentare – la principale risorsa su cui costruire un futuro diverso per il centro storico, al di là delle stucchevoli discussioni di questi mesi. È un tema sul quale sarebbe opportuno tornare con maggiore attenzione: perché proprio attraverso un collegamento rapido e strutturale con Germaneto e il quartiere Lido, il centro potrebbe rafforzare e ridefinire la propria funzione storica, culturale e sociale, in un rapporto finalmente complementare con le  altre principali aree della città, che negli ultimi anni hanno progressivamente assunto nuove e sempre piùrilevanti funzioni. Ma proprio perché ritengo questa occasione così importante, cresce la mia preoccupazione. A pochi passi, almeno così pare, dall'avvio del servizio della linea che toccherà le stazioni del quartiere Germaneto, di fatto, non è ancora chiaro quale sarà il nuovo modello della mobilità cittadina. Quando entrerà  in vigore il nuovo piano del trasporto pubblico? Come saranno riorganizzate le linee dell'AMC affinché alimentino la metropolitana invece di sovrapporsi ad essa? Quale sistema tariffario accompagnerà il nuovo
servizio? Sarà finalmente introdotto un sistema realmente integrato tra autobus, funicolare e metropolitana? Dove saranno realizzati i parcheggi di interscambio? Quali obiettivi concreti si daranno Comune e Regione per misurare, tra un anno, il successo di questo investimento? C’è poi un tema ulteriore, strettamente legato a tutti gli altri, che riguarda la sostenibilità stessa del servizio.


La metropolitana potrà essere sostenibile soltanto se verrà utilizzata, e perché venga utilizzata deve essere conveniente, accessibile, frequente e realmente integrata con il resto della mobilità cittadina. In occasione dell’avvio del servizio è stato spiegato che, soprattutto nei primi anni, la Regione sosterrà una parte significativa dei costi. Ma cosa accadrà dopo? Qual è il modello economico e gestionale immaginato nel medio e lungo periodo? Quali livelli di utenza saranno necessari per rendere sostenibile il sistema? E soprattutto, cosa stiamo facendo oggi per raggiungerli? Ad oggi, purtroppo, la preoccupazione è che il progetto della metropolitana senza un progetto di mobilità e una comunicazione adeguata si riduca ad essere soltanto una piccola novità e non uno straordinario, e forse   anche l’ultimo possibile, motore di trasformazione economica, sociale e culturale. Su questo intervento si misura e si misurerà gran parte della responsabilità di questa Amministrazione
comunale e non solo. La realizzazione dell'opera appartiene principalmente al lavoro della Regione. La costruzione del sistema che dovrà farla funzionare come vera metropolitana urbana appartiene invece a più livelli istituzionali. È il Comune che deve ridisegnare il trasporto pubblico, integrare i servizi, programmare gli interscambi, accompagnare i cittadini verso nuove abitudini di mobilità e trasformare questa infrastruttura in un'occasione di sviluppo. 

Il tempo della pianificazione, però, non è infinito. Per questo motivo vorrei che la città possa conoscere al più presto lo stato di avanzamento del lavoro annunciato nei mesi scorsi. Quali decisioni sono già state assunte? Quali saranno i tempi di attuazione? Quali interventi entreranno in vigore contestualmente all'attivazione della Linea C, quali quando il raddoppio della linea principale sarà completo e quali, invece, rischiano di arrivare quando l'occasione sarà già stata in parte compromessa? Catanzaro non può permettersi che la metropolitana venga ricordata come una grande opera inaugurata senza aver costruito, nello stesso momento, il sistema che avrebbe dovuto valorizzarla. E forse, mentre il dibattito politico cittadino continua troppo spesso a consumarsi attorno a questioni contingenti, polemiche quotidiane e discussioni destinate ad esaurirsi nel giro di pochi giorni, sarebbe il caso di tornare a riconoscere la centralità delle scelte che possono determinare davvero il futuro della nostra città. La metropolitana è certamente una di queste.