
di PINO RUGGIU*
Le ruspe se ne sono andate, le macerie (in parte) anche, ma il senso di sollievo per la scomparsa di quel rudere fatiscente in via Carlo V è durato il tempo di un temporale. Oggi, tra i residenti (come chi scrive), domina una sola emozione: la paura. Quello che doveva essere un intervento di riqualificazione e decoro rischia di trasformarsi nel prologo di un dissesto idrogeologico.
L’edificio che "teneva su" il muro
Il paradosso è tutto qui. Quell'immobile, per anni descritto come un cancro urbano, svolgeva in realtà una funzione vitale, seppur involontaria: fungeva da contrafforte. La sua massa premeva contro il muro di contenimento, bilanciando la spinta del costone retrostante. «Vederlo abbattuto è stato un segnale positivo, ma è un mero contentino se dietro non c’è un piano strutturale», spiegano i residenti della zona. «Ora che il "tappo" è stato rimosso, chi garantisce che il muro reggerà la pressione di tonnellate di terra inzuppata d'acqua?».
L’incognita piogge e l’insidia delle infiltrazioni
Il tempismo, poi, è dei peggiori. Le piogge torrenziali di questi giorni stanno mettendo a nudo la fragilità del versante. Senza più la protezione delle fondamenta e del tetto del vecchio edificio, il terreno è ora esposto direttamente all'azione degli agenti atmosferici.
Il rischio tecnico è chiaro anche ai non addetti ai lavori: l'acqua si infiltra, il terreno aumenta di peso e la pressione idrostatica spinge contro un muro che oggi si ritrova "solo" a combattere contro la forza di gravità. Il fango e i piccoli smottamenti superficiali sono già campanelli d'allarme che non possono essere ignorati.
"Agire prima che sia troppo tardi"
La richiesta della cittadinanza è perentoria e le soluzioni tecniche esistono: Drenaggi urgenti per far defluire l'acqua accumulata nel costone; Tiranti e micropali per ancorare il muro alla roccia solida; Monitoraggio costante con sensori per intercettare ogni minimo movimento.
«Non vogliamo essere qui tra un mese a commentare un crollo o, peggio, una tragedia annunciata», conclude un portavoce dei residenti. La fisica non aspetta i tempi della burocrazia e le infiltrazioni non si fermano davanti a un'ordinanza di demolizione eseguita a metà. Via Carlo V chiede protezione, quella vera.
*Componente del direttivo “Nuova Genesi”
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