Saccomanno (Lega): "La nostra vittoria sull’idroelettrico con rinnovo delle concessioni da parte delle regioni"

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images Saccomanno (Lega): "La nostra vittoria sull’idroelettrico con rinnovo delle concessioni da parte delle regioni"

  31 maggio 2022 10:26

"Un risultato eccezionale ottenuto grazie all’impegno costante della Lega e del senatore Paolo Arrigoni, responsabile del dipartimento Energia del movimento, che si è sempre battuto, unitamente a Matteo Salvini, per evitare che le Regioni potessero perdere il controllo del settore idroelettrico. Lo stesso, ha poi dichiarato nel suo intervento: "Senza parlare della violazione delle condizioni poste dalla Commissione europea (che ha ritirato la procedura di infrazione, a patto che si proceda con la riassegnazione delle concessioni) e della preventivabile ennesima bocciatura della proroga da parte della Corte costituzionale"

Lo scrive il commissario regionale della Lega  Giacomo Francesco Saccomanno.

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"Con l'espletamento delle procedure competitive di riassegnazione delle concessioni scadute, per un periodo che può variare da 30 fino a 50 anni, verranno invece retrocessi alle Regioni, senza compenso ai concessionari uscenti, i beni bagnati (dighe, opere di presa, canali, gallerie e condotte forzate), saranno corrisposti ai territori montani interessati congrui indennizzi mediante canoni idrici adeguati, elettricità gratuita, compensazioni ambientali e territoriali e finalmente, dopo oltre 20 anni di stallo, partirà una stagione di grandi investimenti per modernizzare e rilanciare l'idroelettrico".

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"Ed, invero, grazie alla conferma nel ddl Concorrenza della regionalizzazione del settore idroelettrico si potranno iniziare le procedure di rinnovo delle concessioni scadute. Un lavoro intenso e preciso della Lega che ha impedito, anche, ad alcune forze politiche di tentare di annientare una delle prime concrete forme di autonomia delle Regioni. Altrimenti, si sarebbe potuto assistere alla ricentralizzazione della gestione, con la proroga delle concessioni, e, quindi, con impedimento alle stesse di poter legiferare, con un enorme regalo ai concessionari uscenti che avrebbero continuato a guadagnare a spese dei territori montani sfruttati senza alcun ritorno, con possibili danni erariali a carico degli enti locali per oltre 10 miliardi circa". 

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