Safari umani, Spadanuda: "Oh Sarajevo mon amour. Dopo 30 anni pagheranno?"

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images Safari umani, Spadanuda: "Oh Sarajevo mon amour. Dopo 30 anni pagheranno?"


  05 febbraio 2026 09:26

di GIANCARLO SPADANUDA 

Ho sempre amato Sarajevo,capitale della Bosnia-Erzegovina,città bellissima,detta la “Gerusalemme d’Europa” per via delle quattro religioni ivi praticate:islamica,cristiano-cattolica,cristiano-ortodossa,ebraica;l’ho amata almeno per due ragioni: sono slavo per via paterna,e tale mi sento. Il mio cognome SPADANUDA così suona in slavo: GOLE=NUDA;MAC=SPADA. Gli slavi fermarono l’avanzata delle orde provenienti dalla steppa orientale-mongola di Gengis Ghan; “quando l’uccello slavo è appollaiato sui monti Carpazi,l’Europa trema”.Oggi l’Europa sarebbe la stessa come è ,se non ci fossero stati gli slavi a salvarla?

La seconda ragione è:da giovane,col gruppo folcloristico del mitico NINO PADELLA da Settingiano,vestito da capraio calabrese,ho ballato nel Teatro Nazionale di Sarajevo:fummo accolti da un pubblico in delirio.

Oggi è un bel giorno, perchè ho notizia che per lunedì 9 febbraio la Procura di Milano (PM Alessandro Gobbis)  ha notificato un invito a comparire per interrogatorio di un soggetto indagato per omicidio volontario continuato e aggravato dai motivi abietti di civili inermi,tra cui donne,bambini ,anziani,sparando con fucili di precisione dalle colline situate intorno a Sarajevo (assediata) durante gli anni 92-95 ,coincidenti con la guerra Bosnia-Erzegovina/Serbia ,sorta a seguito della fine della nazione Jugoslavia. Quel periodo fu definito dalla comunità internazionale con la parola cinica “safari umani”.

Finalmente ,ci si avvicina alla verità?Quanta omertà c'è stata in questi anni?Perchè?

Notizie di stampa riferiscono che la criminologa che ha costruito il profilo dei soggetti (anche tedeschi,americani,inglesi) ,che andavano a Sarajevo per sparare sui civili lungo la “sniper alley” (strada dei cecchini),ci sarebbero oltre 100 (cento) italiani:”medici,magistrati,avvocati,notai e imprenditori” .Sparavano ,pagando alte cifre, e non motivati né da sentimenti religiosi,o razziali o politici,ma per “divertimento puro”;essi dal lunedì al venerdì svolgevano con cura le loro professioni,ma poi il venerdi andavano a Sarajevo,trasformandosi in mostri. Erano dei “serial killer”,in cerca di adrenalina;certamente avevano un movente anche di natura possessiva e sessuale;predominava l’aspetto sadico di uccidere una ragazzina e il sentirsi onnipotenti nel poter decidere quando uno può morire e in che modo.

La storia è stata raccontata in alcuni film e documentari,ma se ne è parlato anche all’Alta Corte Penale Internazionale dell’Aja nel corso del processo contro i noti criminali serbi,tuttora all’ergastolo.

La verità non si insegna,ma la si scopre;in un tempo in cui tutto è rappresentazione,dire il vero è diventato un atto sovversivo.

Ben venga dunque questo atto sovversivo,dopo trenta anni.

Oh Sarajevo,mon amour!


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