
di IACOPO PARISI
In occasione della Giornata Nazionale per la Salute della Donna, l’AMMI – Associazione Mogli Medici Italiane – ha promosso a Catanzaro un momento di confronto e sensibilizzazione sul tema della prevenzione, coinvolgendo istituzioni, professionisti sanitari e rappresentanti del territorio. Un’iniziativa che ha scelto la formula della conferenza stampa per amplificare il messaggio e raggiungere un pubblico quanto più ampio possibile.
A sottolineare il senso dell’incontro è stata la presidente della sezione AMMI di Catanzaro, Carmen Audino, che ha evidenziato l’importanza di utilizzare canali non convenzionali per diffondere la cultura della prevenzione: "Abbiamo voluto veicolare questo messaggio in modo efficace e capillare, anche attraverso i media, per raggiungere chi ha meno possibilità di accesso diretto all’informazione sanitaria". Un messaggio che va oltre la dimensione individuale: "La prevenzione non riguarda solo il benessere della donna, ma quello dell’intera comunità", ha spiegato Audino, sottolineando come il confronto con i principali attori istituzionali sia fondamentale per fare il punto su quanto realizzato e su ciò che resta da fare.

Nel quadro delle iniziative, anche un forte valore simbolico: nella serata del 22 aprile saranno illuminati di rosa alcuni luoghi rappresentativi della città, tra cui il Cavatore, la sede dell’amministrazione provinciale e il complesso universitario, per richiamare l’attenzione sul tema della salute femminile e della prevenzione.
A livello nazionale, la presidente AMMI Tiziana Bianchini Baldoncini ha ribadito il ruolo strategico della donna come fulcro della salute familiare e sociale: "La donna è il primo caregiver, è colei che trasmette stili di vita sani a tutta la famiglia, a partire dall’alimentazione". In tutta Italia, in occasione della ricorrenza, sono previste aperture straordinarie di reparti e servizi con prestazioni gratuite, proprio per incentivare la prevenzione. Un impegno che affonda le radici nella storia dell’associazione, nata oltre cinquant’anni fa a Mantova e oggi evoluta in una realtà articolata che include professioniste della sanità come medici, farmaciste e biologhe. Tra le priorità dell’AMMI: informazione sanitaria, medicina preventiva, tutela ambientale e medicina di genere. Su quest’ultimo fronte, l’associazione si distingue per un progetto attivo dal 2012 che premia la ricerca con un riconoscimento annuale, contribuendo anche all’elaborazione di proposte normative a livello nazionale.

Nel corso dell’incontro è emerso anche il tema delle criticità territoriali. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Catanzaro, Vincenzo Ciconte, ha richiamato l’attenzione sulla carenza di strutture con “bollino rosa” – il riconoscimento attribuito agli ospedali attenti alla salute femminile. "In Calabria sono ancora poche le strutture che offrono servizi qualificati per la prevenzione e la diagnosi dedicata alle donne", ha evidenziato, sottolineando anche il ritardo negli screening e la necessità di aumentare l’adesione della popolazione. "Dobbiamo essere noi a spingere i cittadini verso la prevenzione", ha aggiunto, rimarcando l’importanza di una maggiore sinergia tra istituzioni.

Sulla necessità di una collaborazione strutturata tra enti si è soffermato anche il direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Antonio Battistini: "La sinergia istituzionale è imprescindibile, soprattutto quando si parla di prevenzione e tutela della salute della donna". Battistini ha ricordato le numerose iniziative messe in campo dalla Regione Calabria negli ultimi anni, dalle campagne di screening ai protocolli d’intesa dedicati alla tutela femminile. Pur riconoscendo il valore simbolico del “bollino rosa”, ha sottolineato come esistano già percorsi assistenziali efficaci, come il “percorso rosa” attivo nell’ospedale di Lamezia Terme, a dimostrazione di un impegno concreto verso i bisogni di salute delle donne.
L’incontro promosso dall’AMMI ha evidenziato come la prevenzione rappresenti non solo una priorità sanitaria, ma anche una sfida culturale. Informazione, accesso ai servizi e collaborazione tra istituzioni restano i pilastri su cui costruire un sistema più efficace e inclusivo. Un messaggio condiviso da tutti i relatori: investire sulla salute della donna significa investire sul benessere dell’intera società.
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