Salute mentale e comunità, in Calabria la III Conferenza regionale per rilanciare il sistema dei servizi

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images Salute mentale e comunità, in Calabria la III Conferenza regionale per rilanciare il sistema dei servizi


  10 marzo 2026 17:30

di FRANCESCO IULIANO

A diciotto mesi dall’approvazione del Piano d’Azione Regionale per la Salute Mentale, istituzioni, operatori, associazioni e comunità locali si sono ritrovati per fare il punto sul percorso avviato in Calabria. 

L’occasione è stata la terza Conferenza regionale sulla Salute Mentale, un momento di confronto pensato per verificare i risultati raggiunti e individuare le prossime azioni da mettere in campo.

Nel corso della giornata, rappresentanti delle istituzioni, dipartimenti di salute mentale, università, società scientifiche e reti associative hanno preso parte a incontri plenari e tavoli tematici dedicati a quattro questioni centrali: il personale e l’organizzazione dei servizi, il budget di salute e la partecipazione territoriale, la salute mentale in età evolutiva e, infine, il tema delle vulnerabilità, delle dipendenze e delle nuove emergenze psichiatriche.

L’iniziativa, coordinata dalla presidente onoraria del Casm (Coordinamento Associazioni Salute Mentale Calabria) Rosaria Brancati, ha visto tra gli altri la partecipazione del portavoce regionale di Comunità Competente Rubens Curia, del commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro Antonio Battistini e della dirigente generale del dipartimento welfare, Iole Fantozzi.

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La conferenza si è articolata in tre momenti principali: una prima sessione plenaria di apertura, i lavori di gruppo suddivisi per temi e una plenaria conclusiva dedicata alla sintesi delle proposte emerse. Un lavoro multidimensionale orientato non solo all’analisi delle criticità, ma soprattutto alla definizione di impegni concreti e verificabili.

«Il filo rosso di questa terza conferenza regionale sulla salute mentale – ha spiegato Rubens Curia – è il passaggio dalla pianificazione all’azione. Tra la seconda e la terza conferenza sono stati approvati provvedimenti molto importanti che ora devono diventare realtà”.

Curia ha ricordato in particolare il Piano dAzione regionale sulla salute mentale, frutto del lavoro congiunto di operatori del settore, volontariato e terzo settore, e il progetto sperimentale del budget di salute, uno strumento innovativo per la presa in carico delle persone con disabilità mentale. «Oggi – ha aggiunto – facciamo il punto su come avviare concretamente questi strumenti e su come colmare le carenze che ancora esistono in altri ambiti della salute mentale».

Un tema ribadito anche dal commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro, Antonio Battistini, che ha sottolineato come il tema della salute mentale sia sempre più centrale nel dibattito sanitario nazionale.

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“C’è ancora strada da fare – ha dichiarato – perché emergono domande sempre più significative che riguardano sia gli adolescenti sia gli adulti. Si tratta di bisogni legati alla capacità delle persone di vivere pienamente la propria dimensione di cittadini e di sviluppare relazioni e affettività”.

Secondo Battistini, il sistema deve rafforzare l’integrazione tra sanità e sociale, puntando maggiormente sulla prevenzione. “In ambito di salute mentale – ha osservato – si parla ancora troppo poco di prevenzione, che invece passa proprio dai contesti sociali. Occorre mettere intorno allo stesso tavolo diversi attori per costruire risposte che non siano solo di tipo sanitario, ma anche preventive e comunitarie”.

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Proprio la dimensione comunitaria è stata indicata come uno dei punti chiave della strategia regionale. La Calabria, infatti, è un territorio segnato da fragilità strutturali ma anche da una forte rete di relazioni sociali. La sfida, è stato sottolineato nel corso dei lavori, consiste nel costruire un sistema capace di ascoltare, accogliere e accompagnare le persone lungo tutto il percorso di cura.

La salute mentale si costruisce certamente nei servizi, attraverso professionalità, organizzazione e continuità assistenziale, ma trova piena realizzazione soprattutto nei contesti della vita quotidiana: nelle relazioni, nei luoghi della comunità e nelle opportunità di inclusione.

In questo senso, la conferenza ha ribadito che il tema della salute mentale non può essere considerato un ambito settoriale, ma riguarda diritti, dignità e qualità della vita delle persone.

Il rilancio del sistema regionale, è stato infine evidenziato, non potrà basarsi soltanto su riforme formali o su interventi sporadici. Servono invece partecipazione reale, responsabilità condivisa tra istituzioni e comunità e una visione capace di rimettere al centro la persona e il valore della prossimità.


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