
Le aree interne rappresentano una delle principali sfide per il futuro dell’Italia. Oltre 4,6 milioni di cittadini vivono in 1.904 Comuni caratterizzati da una limitata accessibilità ai servizi essenziali, come sanità, istruzione e mobilità. Territori ricchi di patrimonio ambientale, culturale e produttivo che continuano a svolgere un ruolo fondamentale per la coesione sociale e lo sviluppo del Paese.
A oltre dieci anni dall’avvio della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), i risultati impongono una riflessione. La recente Relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate, allegata al Documento di Finanza Pubblica, evidenzia che dei circa 1,2 miliardi di euro programmati è stato speso poco più della metà delle risorse disponibili (706,5 milioni di euro, pari al 56,7%). Ancora più contenuto è l’avanzamento delle risorse nazionali, ferme a circa il 23% della spesa effettiva.
«Questi numeri dimostrano che il tema non è soltanto reperire risorse, ma essere in grado di trasformarle in risultati concreti per i territori», dichiara Salvatore Modaffari, Direttore Generale di Cantieri di Imprese.
«Le aree interne non possono essere considerate esclusivamente come territori da sostenere. Devono diventare luoghi capaci di attrarre investimenti, creare occupazione e sviluppare nuove opportunità economiche. Per questo ritengo necessario affiancare alle politiche di riequilibrio territoriale una vera strategia di rigenerazione produttiva.»
Secondo Modaffari, la crescita delle aree interne passa attraverso un approccio integrato che metta in relazione infrastrutture, servizi pubblici, innovazione e sviluppo imprenditoriale.
«Le risorse pubbliche devono certamente contribuire a rafforzare sanità, scuola, mobilità e servizi sociali, ma devono anche favorire la nascita e il consolidamento delle imprese. Ogni nuova attività economica genera occupazione, attiva filiere locali, coinvolge professionisti, artigiani e fornitori e contribuisce ad aumentare la competitività del territorio.»
Per il Direttore Generale di Cantieri di Imprese è necessario superare una narrazione incentrata esclusivamente sulle criticità.
«Oggi il concetto di spopolamento, da solo, non basta più a descrivere la realtà delle aree interne. La vera sfida è rendere i territori attrattivi per chi desidera vivere, lavorare e investire. Questo significa creare un contesto favorevole all’impresa, valorizzare le vocazioni locali e accompagnare i giovani che scelgono di costruire il proprio futuro.»
Modaffari richiama infine l’esigenza di una governance più efficace nell’utilizzo delle risorse disponibili.
«Ogni euro non investito rappresenta un’opportunità persa per i cittadini, per le imprese e per le comunità locali. Occorre accelerare la capacità di programmazione e di spesa, favorire la collaborazione tra istituzioni, imprese e territori e misurare il successo delle politiche pubbliche non solo in termini di fondi assegnati, ma soprattutto di imprese create, occupazione generata e qualità della vita migliorata.»
«La vera rigenerazione delle aree interne non si misura dalle risorse stanziate, ma dalla capacità di tradurre le risorse in sviluppo, lavoro e nuove imprese. Fare impresa è l’unica opportunità di sviluppo per la nostra regione»
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