San Ferdinando, Ciciliano: "Quasi 2,4 milioni per smantellare la tendopoli e riqualificare l'area"

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  31 luglio 2026 13:33

Sono iniziate questa mattina le operazioni di smantellamento della tendopoli di San Ferdinando, nella Piana di Gioia Tauro. Presenti il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, insieme al Commissario governativo alle periferie, Fabio Ciciliano, al prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, e al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

L’operazione in corso chiude definitivamente una situazione drammatica circa le condizioni fatiscenti in cui hanno vissuto per oltre 15 anni migliaia di braccianti agricoli, soprattutto di origine africana, caratterizzata dagli scontri di piazza tra residenti ed extracomunitari avvenuti a Rosarno tra il 7 e il 9 gennaio del 2010. Successivamente all’avvio della bonifica dell’area di San Ferdinando, Mantovano si è portato in contrada "Serricella" di Rosarno, dove sono stati realizzati nuovi alloggi per ospitare i lavoratori impegnati soprattutto nel settore agricolo.

“L’intera somma stanziata è pari a 2,37 milioni di euro, cifra che comprende i costi relativi allo smantellamento e alla bonifica del campo (di San Ferdinando ndr), ai quali si sommano quelli destinati alla riqualificazione dei campi di Rosarno e Taurianova. In più occorre conteggiare i fondi destinati alla realizzazione di una fattoria solidale".

Lo ha detto il prefetto Fabio Ciciliano, commissario governativo per le periferie, che ha affiancato oggi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, a Rosarno, rendendo nota l’entità dell’investimento e i dati relativi alla realizzazione delle nuove strutture e alla bonifica della tendopoli.

"Questo tipo di accoglienza – ha spiegato il prefetto Ciciliano – è temporanea, e chi lavorerà in Calabria potrà trovare stabilità grazie ai comuni, alla prefettura e alla Regione, oltre alle imprese agricole che dovranno accogliere – è questo il mio auspicio – anche dal punto di vista alberghiero i migranti stagionali. E’ ciò che questo avviene - ad esempio - nella Val di Non per la raccolta delle mele. Questi territori – ha concluso – conoscono un picco nei periodi destinati alla raccolta, è una criticità che abbiamo gestito dando loro una capacità stabile”.