San Pietro Magisano accende la Calabria: domani al via la settima edizione del LuceFest

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images San Pietro Magisano accende la Calabria: domani al via la settima edizione del LuceFest


Undici giorni tra arte urbana, musica, cultura, memoria, legalità e territorio. Sul palco l’esclusiva regionale di Alborosie e Shade, mentre il borgo si prepara ad accogliere le opere di Jorit, Christian Sasa, Tony Gallo, Chiaravalloti, Medianeras e Daniela Guerreiro

  28 agosto 2026 19:22

Domani sera, a San Pietro Magisano, si accende una luce. Ma non sarà soltanto quella dei riflettori, né quella delle installazioni che accompagneranno le serate. Sarà una luce capace di attraversare i muri, raccontare storie, mettere insieme persone e portare lo sguardo molto oltre i confini di un piccolo borgo della Presila catanzarese.

È tutto pronto per la settima edizione di LuceFest, il festival che dal 29 agosto all’8 settembre trasformerà ancora una volta San Pietro Magisano in un grande museo a cielo aperto e in un punto di riferimento per l’arte urbana contemporanea. Un appuntamento ormai consolidato, tanto da aver costruito negli anni un patrimonio di oltre 130 opere che compongono il W.O.W. Museum, museo diffuso che ha fatto del paese una delle realtà più interessanti del muralismo contemporaneo italiano. Eppure, quest’anno, la sensazione è che qualcosa sia cambiato. Che LuceFest abbia fatto un ulteriore salto in avanti.

A dirlo è il direttore artistico Carmine Elia. “Ho la sensazione che questa possa essere l’edizione della maturità, abbiamo alzato notevolmente il livello qualitativo dell’offerta culturale rendendola profonda e completa”. Una maturità che si misura innanzitutto nei nomi.

L'arte urbana internazionale torna infatti a essere protagonista con artisti provenienti da diversi Paesi e linguaggi. Jorit, uno dei più importanti esponenti della street art italiana, sarà a San Pietro Magisano con una grande opera dedicata alla Palestina, destinata a diventare uno dei simboli di questa edizione. Con lui ci saranno Christian Sasa, Claudio Chiaravalloti, Tony Gallo, il duo argentino-spagnolo Medianeras e Daniela Guerreiro, in un viaggio artistico che attraversa Italia, Argentina, Spagna e Portogallo. Un mosaico internazionale che, mattone dopo mattone, continua a cambiare il volto del borgo.

Ma LuceFest non sarà soltanto colore, musica e spettacolo. È proprio questa, forse, la grande novità di un festival che negli anni ha imparato a non accontentarsi di intrattenere. Quest'anno la cultura entrerà nel cuore della manifestazione attraverso una serie di appuntamenti capaci di affrontare temi importanti e spesso lontani dai riflettori.

Ci sarà una serata dedicata ai conflitti nel mondo trascurati dai grandi media, realizzata anche in collaborazione con Emergency Catanzaro. Un momento per accendere una luce là dove spesso l'attenzione si spegne, dando spazio a guerre, crisi umanitarie e popolazioni che rischiano di rimanere invisibili.

Ci sarà poi una serata dedicata allo sviluppo del territorio, con uno dei suoi prodotti più preziosi: la pesca di Magisano. Un'occasione per parlare di identità, agricoltura, valorizzazione delle produzioni locali e possibilità di trasformare le eccellenze di un'area interna in strumenti di promozione e crescita.

E sarà anche un appuntamento da gustare, letteralmente: protagonista una degustazione di gelato realizzato da Rosario Nicodemo, figlio della comunità magisanese che nel 2024 si è laureata campione del mondo. Un incontro tra una materia prima del territorio e l'alta arte della gelateria che racconta, a suo modo, una Calabria capace di produrre eccellenza.

Non mancherà nemmeno il tema della legalità, con la presentazione dell'ultimo libro di Claudio Cordova, giornalista da anni impegnato nel racconto delle dinamiche criminali calabresi. Anche in questo caso, una scelta precisa: utilizzare il festival come spazio di confronto e consapevolezza.

E poi ci sarà la musica. Quella capace di far ballare migliaia di persone e di trasformare una piazza in una grande festa. Il programma musicale vedrà infatti protagonista Shade, atteso il 5 settembre, e soprattutto Alborosie & Shengen Clan, il 7 settembre, per quella che sarà l'esclusiva regionale e l'unica tappa calabrese del tour annuale della band.

Un cartellone che conferma la volontà di portare in un piccolo centro dell'entroterra artisti e pubblico provenienti da fuori regione, facendo di San Pietro Magisano una destinazione e non più soltanto un luogo da attraversare.

È proprio questo il senso più profondo del progetto secondo Carmine Elia. “LuceFest è la conferma viva e solida che un'area interna può cambiare vita, ritmo e diventare attrattiva”. E i segnali, secondo il direttore artistico, sono ormai evidenti: le visite guidate che ogni anno coinvolgono centinaia di persone, i pullman che raggiungono il borgo, la crescente attenzione di travel blogger e influencer.

Non è più un evento che semplicemente accade. È diventato un meccanismo collettivo, costruito dal basso e alimentato dal lavoro di una grande comunità.

La nostra grande famiglia produce un grande sforzo di volontariato”, sottolinea Elia, rivendicando con orgoglio il valore di un progetto che ha fatto del gruppo la propria forza. Una rete di persone che, anno dopo anno, ha trasformato un'intuizione in un appuntamento capace di richiamare visitatori e attenzione ben oltre i confini di San Pietro Magisano.

Ed è forse proprio qui che si trova la vera magia di LuceFest.

Non soltanto nei muri che cambiano volto. Non soltanto nelle luci, nei concerti o nei grandi nomi. Ma nella capacità di un'intera comunità di immaginare un futuro diverso per il proprio territorio e provare concretamente a costruirlo.