
di SETTIMIO PAONE
Mentre la città di Catanzaro si appresta a vivere la solenne festa di San Vitaliano, patrono della città e compatrono dell'Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, si è conclusa ieri, nella splendida Basilica dell'Immacolata, la novena di preparazione alla ricorrenza del prossimo 16 luglio.
Un cammino spirituale intenso che ha accompagnato i fedeli verso una delle celebrazioni più sentite dell'anno liturgico e che, nella serata conclusiva, ha visto protagonista la Schola Cantorum della Parrocchia di San Pantaleone di Montauro, chiamata ad animare la liturgia con il proprio servizio attraverso il canto.
Non si è trattato soltanto di un momento musicale, ma di una autentica testimonianza di fede e comunione. In un tempo in cui le divisioni, le contrapposizioni e i conflitti sembrano occupare sempre più spazio nella società, la festa di San Vitaliano diventa un'occasione preziosa per riscoprire il valore dell'unità. La Chiesa continua infatti a ricordare che la fede non divide, ma unisce; non crea distanze, ma costruisce ponti tra le persone e tra le comunità.
La presenza del coro di Montauro assume, in questo contesto, un significato ancora più profondo. Dopo anni di silenzio, la Schola Cantorum è tornata ad essere una realtà viva e dinamica, inserendosi nuovamente nel cammino pastorale dell'Arcidiocesi. Un ritorno che rappresenta il segno concreto di una comunità che ha ritrovato entusiasmo, partecipazione e desiderio di mettersi al servizio della liturgia.
Dietro questa rinascita vi è il lavoro dell'amministratore parrocchiale don Brunello Gallace Valente, che fin dal suo arrivo a Montauro ha intrapreso un percorso fondato sul recupero delle antiche tradizioni, sulla valorizzazione della vita comunitaria e sulla centralità della fede. In pochi mesi ha restituito alla parrocchia nuovi stimoli, promuovendo iniziative che hanno rafforzato il senso di appartenenza e riportato tanti fedeli a vivere con maggiore intensità la vita ecclesiale.
Il rilancio della Schola Cantorum si inserisce proprio in questo percorso. Il canto liturgico diventa così espressione di una comunità che desidera pregare insieme, servire insieme e testimoniare insieme il Vangelo. Perché la fede è servizio, è condivisione, è bellezza, ma soprattutto è capacità di costruire unità.
La serata è stata anche occasione per un momento particolarmente sentito e carico di emozione. I componenti della Schola Cantorum e i fedeli di Montauro hanno potuto riabbracciare don Leo Greco, per diversi anni parroco della comunità montaurese e oggi impegnato presso l'Arcivescovado. Al termine della celebrazione, don Leo ha voluto salutare e abbracciare uno ad uno i suoi ex parrocchiani, in un clima di sincero affetto e commozione. Un gesto semplice, ma capace di testimoniare il legame profondo che continua a unire il sacerdote alla comunità che ha guidato per tanti anni.
Alla vigilia della festa di San Vitaliano, il messaggio che giunge dalla Basilica dell'Immacolata è chiaro: la comunione resta la strada maestra per affrontare le sfide del presente. È questo il significato più autentico della celebrazione del santo patrono, capace ancora oggi di richiamare i fedeli attorno ai valori della fraternità, della speranza e della condivisione. L'immagine della Schola Cantorum di Montauro che anima la liturgia nel cuore dell'Arcidiocesi diventa così il simbolo di una Chiesa viva, che cresce quando riscopre le proprie radici e guarda al futuro con spirito di servizio, nella certezza che soltanto insieme si può costruire una comunità più forte e più unita.
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