
Nel mirino la delibera di Giunta n. 51/2026: conti in ordine ma mancano i criteri di selezione. E spuntano disallineamenti formali tra premesse e dispositivo.
23 settembre 2026 12:42La matematica del bilancio torna, ma la politica del personale apre un caso. A finire sotto la lente è la prima variazione del PIAO 2026–2028 (delibera di Giunta n. 51 del 14 settembre 2026), che ridisegna gli orari di parte dell'organico: tre dipendenti passano da 32 a 36 ore settimanali, mentre un quarto resta bloccato a 32.
Fin qui, la fisiologia di un Ente locale. A muovere le acque — e a consigliare trasparenza — è però il contorno storico e politico.
Il filo degli incrementi e il nodo "San Vito Futura"
Due dei tre beneficiari del salto a tempo pieno avevano già beneficiato di un potenziamento orario nel corso della passata consiliatura (da 24 a 32 ore). Ora il completamento a 36.
Dall'altra parte della barricata silenziosa (o forse parlante) c'è l'unico "esclusi" del turno di adeguamento: un dipendente che, stando ai sussurri d'archivio elettorale, non avrebbe nascosto simpatie per la lista d'opposizione San Vito Futura.
Nessuno, a rigore di logica e di atti, grida al diktat persecutorio. Ma la combinazione geometrica tra pregressi favori orari, continuità premiante e dissonanze politiche crea una zona grigia che la delibera non sfortuna con la luce della motivazione.
Le lacune: perché proprio loro?
Il testo dell'esecutivo traccia le posizioni ma glissa sui criteri selettivi.
Quali carichi di lavoro certificano il fabbisogno a 36 ore per i tre prescelti?
Su quali parametri oggettivi si fonda il distinguo con la posizione rimasta al palo?
A rendere il perimetro meno fluido ci pensano poi due disallineamenti tecnici:
Assunzioni: PIAO e parere del Revisore parlano di due innesti nell'Area Amministrativa; il dispositivo della delibera ne cala in campo uno solo.
Normativa: la motivazione richiama l'art. 110 del TUEL (incarichi esterni/dirigenziali o alta specializzazione), il dispositivo deraglia sull'art. 100. Semplicirefusi di stampa o sciatteria amministrativa? Su una programmazione del personale, la differenza pesa.
I conti tornano, la trasparenza un po' meno
Sotto il profilo finanziario, il semaforo è verde: il parere del Revisore è blindato e il rapporto spesa personale/entrate correnti nette si attesta al 26,99% (sotto soglia di sicurezza fissata al 28,60%). I soldi ci sono. Il problema non è di cassa, ma di metodo.
«Nessuna accusa formale di ritorsione», premettono dal fronte critico. Ma è proprio l'assenza di un perimetro oggettivo a rendere legittimo — e politicamente salutare — pretendere che la Giunta esca dal cono d'ombra.
La domanda che resta sospesa lungo il corso principale del paese non ha bisogno di dietrologie, ma di atti chiari: la preferenza politica ha fatto da passepartout (o da contrappeso) per l'orario pieno?
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