‘’Sangue del mio Sangue’’: presentato il libro di Arcuri e Caruso alla cittadella regionale

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  29 marzo 2021 18:26

Questa mattina, in cittadella regionale a Catanzaro, proficuo l’incontro tra gli autori del libro ‘’Sangue del mio Sangue’’, Fabrizia Arcuri e Sergio Caruso, sulla più grande strage familiare italiana, compiuta a Buonvicino nel lontano 1996, l’assessore regionale all’ambiente, Sergio De Caprio, e il presidente della commissione anti ‘Ndrangheta, Antonio De Caprio. I convenuti, hanno trovato unità di intenti, rispetto alla volontà di affrontare con pragmatismo questa problematica, costruendo un percorso che vedrà la presidenza della commissione anti ‘Ndrangheta in prima linea per disegnare insieme un percorso di buone pratiche che dalla Calabria possa pervadere la Nazione. 

Dalle parole ai fatti. “Bisogna trasformare l’angoscia in azione – ha dichiarato Capitano ‘’Ultimo’’ -. La Calabria deve essere ostativa rispetto ad ogni forma di violenza e devianza sociale. Ben vengano iniziative concrete, volte alla conoscenza approfondita della materia e al risveglio delle coscienze, rispetto ad un fenomeno che deve essere circoscritto con azioni mirate e precise. Lo Stato intervenga e subito per capire perché ai minori vittime di violenza, come nel caso di Marco Benvenuto, al quale sono stati tolti i genitori e la sorellina da una violenza cieca, non è stata data tutela”.

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Il presidente dell’antimafia regionale, Antonio De Caprio, si è detto soddisfatto dell’incontro e ha auspicato la creazione di un tavolo tecnico al più presto. “Non possiamo più attendere. Prendendo spunto dal libro di Arcuri e Caruso, dobbiamo tutti interrogarci sulle azioni da intraprendere seriamente e senza indugi per far si che dalla nostra amata Terra arrivi un segnale positivo e concreto. La politica non è passerella – ha asserito -. La politica è impegno e pragmatismo. Le buone pratiche che vengono dal basso per arginare tutto il fango che ci viene buttato addosso quotidianamente devono essere portate avanti”.

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Parole che trafiggono l’anima, quelle di Marco Benvenuto, superstite della strage. “Il mio spirito, pur se sempre alla ricerca di vuoti da riempire, ha trovato le sua ragioni. La cosa più bella che possa esserci è vivere e poter toccare il mondo e percepire tutte le sue meraviglie a prescindere da ciò che ti succede, trovare la voglia e la spinta di poter andare avanti. Anzi, è ciò che forgia il tuo carattere, il coraggio e la fermezza che ti spingono a dare tutto e sognare di poter fare grandi cose. Sono la rabbia, il dolore e la sofferenza che, se mescolati e incanalati nel modo giusto, trovano l’antidoto per la cura. È la benzina che alimenta la tua anima e la volontà di superare qualsiasi ostacolo”.

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